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La deriva dei continenti: i fondali oceanici e la loro espansione

All’inizio del 900 si ipotizzò che gli spostamenti di questi blocchetti immaginari di crosta potessero avvenire non solo in verticale, ma anche in orizzontale, a patto che intervengano forze adeguate. Così nel 1912 Wegener formulò la teoria della cosiddetta deriva dei continenti, secondo la quale 200 milioni di anni fa esisteva un unico continente denominato Pangea, immerso in un oceano unico detto Pantalassa. Tuttavia, probabilmente per effetto dei moti convettivi del mantello, tali blocchi iniziarono a muoversi, come se andassero alla deriva; da qui la denominazione della teoria.
Verso la metà del ‘900 gli studi geologici si concentrarono sui fondali oceanici, i cui elementi morfologicamente più interessanti sono:
1.Dorsali oceaniche: sono rilievi che formano un sistema che attraversa la maggior parte degli oceani della Terra; essi non occupano ovunque margini equidistanti dalla crosta continentale, ma a volte finiscono per penetrare nei continenti, o per affiorare dando origine a isole vulcaniche. Le creste delle dorsali presentano un avvallamento centrale molto profondo che prende il nome di Rift valley, le cui pareti hanno una struttura a gradoni circondati da faglie, dalle quali fuoriscono lave basaltiche. La dorsale non è una struttura continua, ma presenta delle fratture trasversali che prendono il nome di Faglie trasformi, lungo le quali avviene lo scorrimento reciproco di due piccoli blocchi di litosfera.

2.Pianure abissali: sono regioni pianeggianti molto estese che si trovano ai lati della dorsale e si estendono fino alla scarpata continentale.
3. Fosse oceaniche: sono profonde depressioni, localizzate nei pressi dei continenti, che hanno un profilo asimmetrico in quanto un fianco, quello del continente, è più inclinato rispetto a quello che si affaccia sull’oceano. Nei pressi delle fosse vi è la presenza di archi vulcanici che formano catene di isole, tempestate da forti terremoti; fossa e vulcani formano il sistema Arco-fossa.
L’espansione dei fondali oceanici è descritta dalla teoria di Hess che afferma che le dorsali sono grandi fratture attraverso le quali i materiali caldi fuoriescono dalle fratture oceaniche, generando nuova crosta oceanica che spinge lateralmente la vecchia crosta. I movimenti magmatici sono dovuti ai movimenti convettivi e correnti ascendenti. Tuttavia, siccome le dimensioni della Terra restano costanti, la crosta che continuamente si crea, si deve necessariamente distruggere da qualche altra parte: tale processo avviene in prossimità delle fosse oceaniche, dove la crosta si immerge nuovamente e fonde a una certa profondità. Tale fenomeno prende il nome di subduzione. Così tale teoria prende il nome di teroia dell'espansione dei fonali oceanici.

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