Il calendario

Nell’antica Roma: Il primo calendario viene fatto risalire a Romolo; egli introdusse un anno di 304 giorni diviso in 10 mesi. Il secondo re di Roma lo modificò. Egli adottò un anno di 365 giorni. La divisione mensile era di tipo lunare (29,5 giorni) e, per ovviare alla carenza di 11 giorni ogni anno, veniva introdotto, ogni due anni, un mese supplementare di 22 giorni. Quando Roma acquisì una dimensione imperiale fu necessario trovare un modello più efficiente. Il merito di ciò viene attribuito a Caio Giulio Cesare. Il nuovo calendario, che da allora fu detto giuliano, durava 365 giorni e 6 ore, che venivano computate ogni 4 anni, in un anno detto bisestile. I mesi erano rimasti 12. la riforma giuliana fu accettata in tutto l’impero e divenne quella ufficiale di tutta l’Europa fino al rinascimento.
Nel medioevo: Con il passare dei secoli, tuttavia, qualche modifica venne introdotta, soprattutto a causa del cristianesimo. Nella partizione del mese, si cominciò a parlare di settimane, cicli di 7 giorni di ispirazione biblica. Con Dionigi il piccolo venne apportata una serie di modifiche. La prima riguardava la definizione della data di pasqua. La novità più importante fu legata al fatto che da allora si cominciò a contare ufficialmente gli anni dalla nascita di cristo.
Nel mondo islamico: Il calendario cristiano non è l’unico. Tutto il mondo islamico, per esempio, comincia a misurare il tempo dalla fuga del profeta di Maometto dalla Mecca verso Medina (622dc). L’anno islamico è calcolato su base lunare e quindi è sfasato rispetto a quello solare. Poiché il mese lunare dura 29 giorni e mezzo, i mesi durano alternativamente l’uno 29 giorni e l’altro 30. di particolare importanza è il nono mese in cui c’è il ramadam.
Il calendario Gregoriano: Anche il calendario giuliano con il tempo perse la sua correlazione diretta con i cicli astronomici. Fu così che papa Gregorio XIII introdusse un’ulteriore modifica: l’anno bisestile sarebbe stato conteggiato ogni 4 anni tranne quelli di fine secolo, cioè quelli che terminano con 00. questa regola però non vale per i secoli le cui prime 2 cifre risultano multipli di 4, come 1600 e il 2000. inizialmente la riforma gregoriana venne adottata solo dai paesi cattolici, gradualmente poi anche dagli altri paesi.

I fusi orari

Con l'incremento dei contatti internazionali si pose il problema di armonizzare gli orari tra stato e stato. Tra i problemi da risolvere vi era da una parte la consuetudine dell’ora locale, dell’altra il sorgere di orari nazionali. A causa dell’intensificazione dei rapporti internazionali si era sentita la necessità di una armonizzazione degli orari. Si arrivò così nel 1893 all’adozione ufficiale dei fusi orari. L’intero pianeta venne suddiviso in 24 spicchi, i fusi, che vanno da polo a polo e hanno un’estensione di 15°. All’interno di ogni fuso tutti i punti hanno lo stesso orario, mentre esso cambia spostandosi lungo i paralleli, di un’ora ogni 15°. Spostandosi verso oriente l’ora va aumentando, mentre diminuisce se si va verso occidente.
L’ora ufficiale del pianeta: Come fuso zero di riferimento è stato scelto il meridiano di Greenwich vicino Londra. Esso indica l’ora di Greenwich , ora ufficiale del pianeta. Il meridiano di Greenwich è come meridiano di riferimento perché alla fine del XIX sec il regno unito era la più grande potenza; la cartografia inglese era la migliore ed essa era stata costruita scegliendo Greenwich come riferimento.

Registrati via email