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Le comete

Le comete sono piccoli corpi celesti formati da polveri, frammenti rocciosi e ghiacci (acqua, monossido di carbonio, metano e ammoniaca allo stato solido); la forma è irregolare e il loro diametro è compreso tra poche centinaia di metri e alcune decine di chilometri.
Sono presenti in gran numero all’estrema periferia del Sistema Solare, in una grande regione di forma sferica esterna all’orbita di Nettuno, detta Nube di Oort, con temperature molto basse.
Quando le comete si avvicinano al Sole, a causa del vento Solare e delle radiazioni solari che il Sole emette nello spazio circostante, il materiale ghiacciato sublima e genera un sottile temporaneo velo di gas, detto chioma e una lunga coda di materiale gassoso che non segue più la cometa. Questa coda lunga migliaia di km rende la cometa visibile con una scia nel cielo.
La conseguenza è che ad ogni passaggio vicino al Sole, le comete periodiche perdono massa e diventano più piccole.

Le comete vengono classificate in base alla forma della loro orbita:
• Comete periodiche: si tratta di comete con orbita chiusa, in questo caso le comete restano nel Sistema Solare, rispettando le leggi di Keplero e si avvicinano periodicamente al Sole. Le comete periodiche ad ogni passaggio vicino al Sole perdono massa e diventano più piccole, perché si sciolgono parzialmente, ma poi allontanandosi dal Sole si ingigantisce e al suo ritorno vicino al Sole si scioglie nuovamente e così via.
L’esempio più classico è la cometa di Halley, che si avvicina al Sole ogni 76 anni circa. Essa fu individuata come periodica nel 1682 e passò l’ultima volta vicino al Sole, rendendosi visibile dalla Terra, nel 1986. Tornerà di nuovo dalle nostre parti nel 2061.
• Comete aperiodiche: si tratta di comete con orbite aperte, in questi casi la cometa è destinata ad effettuare un solo passaggio attorno al Sole, per poi allontanarsene indefinitamente.

Probabilmente l’impatto sulla Terra di una cometa o di un asteroide gigante è considerato il responsabile dell’estinzione dei dinosauri avvenuta 65 milioni di anni fa. Tale impatto che avvenne nei pressi del territorio Messicano, formò un cratere con un diametro di circa 180 km, ora sepolto sotto la giungla.
Lo studio degli asteroidi suggerisce che dovremmo aspettarci l’impatto di un asteroide con la Terra circa ogni 100 milioni di anni.
Si stima che circa ogni giorno cadano sulla nostra Terra non meno di 400 tonnellate di pulviscolo cosmico e granuli interplanetari, solo una piccola parte dei quali può essere osservata, poiché molti sono troppo piccoli per produrre la scia.

Altre nozioni

Le dimensioni dei meteoroidi (corpi celesti) sono inferiori degli asteroidi: vanno da quelle di un granello di polvere ad alcune centinaia di metri di diametro.
I meteoroidi sono considerati i residui rimasti dalla condensazione della nebulosa da cui si formò il Sistema Solare, tuttavia, sono costituiti da frammenti di asteroidi o di comete.
Questi corpi celesti possono entrare in contatto con l’atmosfera terrestre. Quando ciò accade, a causa dell’elevata velocità con cui si muovono, essi si surriscaldano per l’attrito che si sviluppa con i gas dell’atmosfera. In pochi istanti divengono incandescenti, perdendo materiale in forma di polveri e diminuendo progressivamente di massa. Questa perdita di materiale dalla superficie di un meteoroide viene chiamata ablazione.
Due sono le possibili conseguenze per il meteoroide:
- Nel primo caso, esso si consuma completamente in breve, producendo una scia luminosa visibile per pochi istanti, formata dalle polveri e dai gas, in questi casi si parla di Meteora. Queste scie luminose sono percepibili dall’occhio umano e sono note nel linguaggio comune come “stelle cadenti”.
Le meteore si possono presentare con due modalità, come meteore isolate, oppure come pioggia stelle cadenti, come nel caso della notte di San Lorenzo (11/08 ogni anno).
In ogni notte serena si possono osservare stelle cadenti. Tuttavia, in alcuni notti particolari nel corso dell’anno si possono osservare vere piogge di stelle cadenti, in gran numero. Queste piogge ricorrenti e intense sono chiamate sciami meteorici periodici, chiamati così perché si ripresentano ogni anno nello stesso periodo, questo perché in questi periodi dell’anno la Terra, nel suo movimento attorno al Sole, attraversa zone ricche di detriti cometari che, a contatto con l’atmosfera terrestre, danno origine al fenomeno delle stelle cadenti.

- Nel secondo caso, pur perdendo parecchio materiale, il meteoroide non si consuma completamente e la sua parte più interna raggiunge la superficie del pianeta: in questi casi si parla di meteorite. Tra le meteorite di grande interesse ritrovate negli ultimi tempi sul nostro pianeta c’è ALH84001, il meteorite che, secondo alcuni scienziati, contiene la prima prova dell’esistenza di forme di vita fuori dalla Terra.

I meteoroidi più grandi, quelli di alcune centinaia di tonnellate, durante il passaggio nell’atmosfera non subiscono una riduzione della velocità e, giungendo al suolo, possono formare dei crateri.

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