Arianna di Arianna
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TEMA:
L’IMPORTANZA DEI SACRAMENTI NELLA VITA CRISTIANA

I Sacramenti sono una tappa fondamentale per i cristiani, ed è proprio grazie ad essi che gli uomini diventano popolo di Cristo. Oltre che ad es-sere accomunati alla preghiera e alla vita liturgica, fanno anche parte della vita morale di ogni persona, ed è per questo che tre in particolare fanno parte dell’“iniziazione cristiana”; sono il Battesimo, la Confermazione, e l’Eucaristia che rispettivamente danno un inizio, un impegno ed un continuo nutrimento alla vita nuova dei fedeli del Signore. Per riceve-re qualsiasi Sacramento bisogna essere predisposti interiormente ad accoglierlo in modo responsabile, poiché sono doni di Dio e stanno al centro della vita della Chiesa. I Sacramenti, infatti, fanno unire Dio e gli uomini facendoli diventare una cosa sola.
Alcune famiglie richiedono, per i loro figli, i Sacramenti dell’Iniziazione Cristiana, perché secondo loro sono delle “procedure”, o addirittura anche dei “riti di passaggio” da dover fare e, purtroppo, non riescono a vederli come dei “riti cristiani”. Fortunatamente, questo non vale per tutti; ci sono anche quelle famiglie che battezzano i propri figli perché vogliono dare loro un’educazione cristiana e sentono i Sacramenti come delle “Chiamate”.
Una volta, per le persone, non era considerato un problema ritrovarsi già battezzato, ma oggi, sempre più spesso, ci s’interroga se si deve restare cristiani, senza, però, capire il valore del dono che ci è stato offerto, non solo per il nostro bene ma anche per quello del prossimo; quando si è adulti, infatti, prima di prendere qualsiasi Sacramento, è necessario rice-vere una buona preparazione di catechesi, per mantenere in esercizio completo la fede, allenandola per farla crescere, il che significa non solo imparare a conoscere la religione, come qualcuno spesso intende, ma soprattutto, fare esperienze di preghiera, sia comunitaria sia personale, portare la propria testimonianza nel quotidiano e operare per la carità.
Il Battesimo non è solo il Sacramento della fede, ma è anche quello della conversione, per questo, ogni volta che si parla del Battesimo, non si deve pensare soltanto a quello che più spesso si fa ai bambini, ma anche a quello che, sempre più spesso, fanno gli adulti.
Come per tutti i Sacramenti, ci sono alcuni segni, che riguardano il Bat-tesimo durante la liturgia; si comincia facendo ai battezzati il segno della croce per accoglierli nella Comunità; dopo l’omelia il sacerdote fa il rito di esorcismo che precede l’unzione con il Crisma, l’olio santo, che preannuncia la Cresima. La veste bianca, che il sacerdote consegna ai bambini, significa che il cristiano è risorto dai peccati con Cristo e la candela, accesa al cero pasquale dai genitori, ci dice che è illuminato da Cristo. La benedizione dell’acqua richiama il dono dello Spirito Santo e consiste nel versare, per tre volte, l’acqua sulla testa dei bambini pronunciando le pa-role: “Io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. Questo segno indica che, l’acqua benedetta, ci lava dal peccato originale e che per gli adulti, invece, è una purificazione, non solo da questo peccato, ma anche da tutti gli altri peccati compiuti fino a quel momento, permettendo così di rinascere ad una “vita nuova” e di far par-te alla vita stessa di Dio come suoi figli.
Questo però, non è tutto, un altro significato importante del Battesimo, è quello della nostra salvezza; se pensiamo ad alcune scritture dell’Antico Testamento, come ad esempio l’episodio del diluvio universale, possiamo vedere come l’acqua spazza via tutta la cattiveria del popolo e dà, a tutti gli uomini, la possibilità di convertirsi, ricominciando tutto da capo, con una nuova umanità; anche gli Israeliti, quando attraversano il Mar Rosso, abbandonano la schiavitù, di cui erano prigionieri in Egitto, sopravvivendo grazie all’acqua che uscì da una roccia. Gesù stesso, per compiere la sua missione, morire e risorgere, si è fatto battezzare nel Giordano da Giovanni.
A volte, si sente dire da persone adulte che, poiché i bambini sono ancora piccoli, non è giusto “condizionarli” facendogli fare il Battesimo, e quando cresceranno, sceglieranno loro stessi cosa è meglio per loro; in realtà, però, queste persone non comprendono affatto la grande possibili-tà di salvezza che offre loro il Signore. Questo, in ogni modo, non significa che la salvezza è solo di chi è battezzato; come tutti gli uomini hanno il dono della fede, atei compresi anche se lo rifiutano, così tutti sono orientati verso Cristo, e se chi non è battezzato, con la propria coscienza opera secondo il bene e la carità, è sicuramente data anche a loro la possibilità di salvarsi.
Sceso lo Spirito Santo sui cristiani, per mezzo del Battesimo, essi sono pronti a ricevere anche gli altri Sacramenti; chi riceve, infatti, lo Spirito diventa testimone, diffusore e difensore della fede, perché ogni cristiano, dal momento in cui riceve la Cresima, è chiamato ad essere missionario, testimoniando la propria fede, a diffondendo il messaggio del Signore e difendendo la sua Parola. La Cresima è la conferma del Battesimo, che compie l’iniziazione cristiana; è per questo motivo, quindi, che si chiama “Confermazione”. Grazie a questo Sacramento siamo vincolati più perfettamente alla Chiesa e, di conseguenza, possiamo comprendere meglio i doni delle sette virtù teologali, permettendoci di operare in modo migliore alla carità. Anche nella liturgia sacramentale della Confermazione ci ven-gono manifestati dei segni; il giovedì santo viene celebrata la Messa del Crisma, è da qui che deriva il nome Cresima, il vescovo benedice gli oli santi per ungere i cresimati durante la liturgia e, mentre sta celebrando, chiama singolarmente i ragazzi, accompagnati dai loro padrini ed essi rinnovano gli impegni battesimali. Il vescovo impone loro le mani per ef-fondere lo Spirito Santo e con la mano destra benedice ogni cresimato ungendolo con il Crisma, pronunciando “Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono”, questo indica che ogni cresimato da quel momento ha con sé la luce e la forza dello Spirito per operare, testimoniare e donare responsabilmente agli uomini la sua nuova vita.
Tranne quello della Riconciliazione, tutti i Sacramenti devono essere celebrati durante la liturgia, poiché per la Chiesa la Messa è il centro della vita cristiana, e al centro della comunità c’è l’Eucaristia che rappresenta il mistero della Croce di Cristo. Questo importante Sacramento è stato i-stituito da Gesù nell’ultima cena con i dodici apostoli. Dopo la sua croci-fissione, infatti, questo rito viene svolto in comune con la proclamazione della Parola e della liturgia eucaristica. Come avvenne quando Gesù in-contrò i discepoli di Emmaus; prima spiegò le scritture poi si mise a ta-vola con loro benedicendo il pane, lo spezzò e lo distribuì. Fece lo stesso anche con il vino per compiere l’opera di salvezza e l’eterna alleanza con il suo popolo.
Tutti cristiani, per mezzo del Battesimo, possono partecipare alla liturgia eucaristica, Cristo è presente nel sacerdote e in tutta l’assemblea. La ce-lebrazione della Santa Messa è formata dalla liturgia della Parola e dalla liturgia eucaristica; possiamo dire che la prima è la mensa della Parola, la seconda è la mensa del corpo di Cristo, da cui ogni fedele trova ali-mento per la propria vita cristiana rinnovando l’alleanza con Dio.
L’assemblea, dunque, ascoltando le letture ed il Vangelo, rimane in silenzio e medita la Parola rispondendo alle acclamazioni, invocando il perdo-no e professando la propria fede, e se a volte capita che l’Eucaristia non lascia segni in noi forse il motivo è che non abbiamo ascoltato con attenzione la parola di Dio. Per i fedeli questo è un dialogo che hanno col Signore, che però non deve rimanere all’interno della Chiesa, ma deve an-che essere continuato durante tutta la vita.
Nella liturgia eucaristica i riti essenziali sono: la preghiera dei fedeli, la nostra risposta Amen alla preghiera eucaristica e il Sacramento della Comunione. Un altro importante rito è quello dell’offertorio, quando si portano i doni all’altare insieme al pane e al vino.
La Chiesa rivive l’evento della Pasqua e della Pentecoste non solo quando, nelle celebrazioni del Battesimo e della Confermazione, abbiamo ricevuto lo Spirito Santo, ma anche tutte le volte che il sacerdote alza il pane e il vino per offrirlo a noi fedeli. In quel momento si trasformano miracolosamente nel corpo e nel sangue di Gesù, la Chiesa lo chiama Transustanziazione, e raccomanda di ricevere la Comunione ogni volta che si partecipa alla Santa Messa; chi sa di non essere in comunione con Dio deve prima pentirsi e ricevere l’assoluzione dal sacerdote. Quando l’assemblea si scioglie diventiamo missionari nella nostra vita, il nostro compito è di avere forza e di diventare lievito, in famiglia, a scuola, a la-voro, con gli amici.

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