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La Confermazione

È il sacramento della effusione dello Spirito Santo concesso agli Apostoli il giorno di Pentecoste.
La presenza dello Spirito Santo si nota già nel Primo Testamento, specialmente in riferimento allo Spirito del Signore che si posa sul Messia (cfr. Is 11, 2).
Nel Secondo Testamento, lo Spirito permea i vari momenti della vita di Cristo e della Chiesa; come nell’Annunciazione, nel Battesimo al Giordano, nell’effusione sugli Apostoli nel giorno di Pasqua (cfr. Gv 20, 22), nella Pentecoste, quando Pietro e gli Apostoli annunziano <<le grandi opere di Dio>> (At 2, 11).
Il dono dello Spirito viene indicato comunemente con l’imposizione delle mani, che è il modo più antico.
A esso si è aggiunta una unzione di olio profumato (crisma).
L’unzione sta a significare una scelta particolare da parte di Dio, per una missione nel mondo.

Già nel Primo Testamento l’unzione era riservata ai profeti, ai re, ai sacerdoti per consacrare la loro missione in mezzo al popolo d’Israele.
Il valore sociale della Confermazione va ulteriormente considerato.
Dio, infatti, viene incontro ai ragazzi (generalmente la Cresima viene ricevuta a 13-14 anni) con la forza del suo Spirito e i doni della sapienza: intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timor di Dio, in un momento delicatissimo della loro vita.
Essi entrano nella crisi inevitabile dell’adolescenza per:
- Le spinte irrefrenabili alla libertà, all’autonomia e all’autogestione;
- Le conseguenti conflittualità con i genitori, gli insegnanti, i sacerdoti, la parrocchia e la società;
- Le scelte affettive, amicali, professionali e vocazionali;
- Le tentazioni facili del denaro, del divertimento, delle evasioni (fumo, divismo, alcool, droga…);
- L’influsso dell’ambiente sociale, teso al consumismo, fortemente erotizzato e sempre più privo di valori.
Seguire lo Spirito è valorizzare pienamente se stessi; è essere liberi dalle schiavitù sopra elenzate, che il potere del male rende allettanti e seducenti.

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