FIGURE RAPPRESENTATIVE
DEL MONDO ISLAMICO
— Il Muezzin, che chiama alla preghiera;
— l’Imam, che guida la preghiera;
— il Mufti, che interpreta il diritto;
— il Cadi, che giudica in caso di contestazione;
— il Marabutto, che può essere un santo venerato dopo la morte, o il fondatore di una confraternita, o un predicatore dell’islam;
— Lo sceicco, che è una guida spirituale.
A partire dalle origini, e per la durata di qualche secolo, c’è stato anche un personaggio collocato al vertice della piramide dell’islamismo, una guida fra le guide, l’imam supremo, che veniva chiamato califfo, cioè “luogotenente” o sostituto (non di Allah, ma del profeta). Questa istituzione è stata spesso difficile da mantenere, e ci sono anche stati dei califfi antagonisti, per esempio a Bagdad e a Cordova nel X secolo. Ad un certo punto essa è scomparsa.
L’ EBRAISMO
Le origini: 1800 a.C.
Abramo, primo patriarca del popolo «eletto», fu chiamato da Dio. Verso il 1800 a.C. circa, Abramo partì dalla sua città, Ur, nella Mesopotamia, e si trasferì nella terra di Canaan, detta molto più tardi Palestina (nome derivato dai Filistei). Abramo e i suoi figli Isacco e Giacobbe adoravano Dio sotto vari nomi, il principale dei quali era Elohim. Giacobbe e i suoi dodici figli - capostipiti delle dodici tribù d’Israele - spinti dalla carestia si recarono in Egitto dove si stabilirono. Successivamente furono trattati come schiavi e sfruttati per la costruzione di città e di magazzini per l’ammasso del grano.
La liberazione dalla schiavitù: 1250 a.C.
Dio, che non aveva dimenticato il suo popolo, suscitò Mosè che liberò gli ebrei dalla schiavitù e fece di loro un popolo e una nazione. Mosè fu uno degli uomini più grandi della storia. A lui Dio si manifestò sotto il nome uovo: «Io sono colui che sono».
Il tetragramma JHWH non può essere pronunciato, e quando si leggevano le Scritture ad alta voce era sostituito dal termine ebraico Adonai, che significa «Signore». Gli studiosi della Bibbia della scuola babilonese e palestinese lo vocalizzarono utilizzando le vocali di Adonai, la qual cosa dette origine alla malformazione Geova.
Jhwh era probabilmente pronunciato «Jahwhè».
Mosè fu scelto quale guida del popolo ebraico nel passaggio del Mar Rosso e nel cammino attraverso il deserto. Per mezzo di lui Dio stabilì un patto di alleanza con il suo popolo e gli consegnò i 10 comandamenti che, scolpiti su due tavole di pietra, furono posti nell’arca portata dagli ebrei nelle loro peregrinazioni.
I 40 anni trascorsi nel deserto contribuirono a consolidare tra i discendenti delle 12 tribù l’unità nazionale che fu poi la causa prima della loro successiva grandezza. Mosè, tuttavia, non vide la Terra Promessa.
L’occupazione della Terra Promessa
Fu Giosuè a guidare gli ebrei alla conquista della Palestina. Ha inizio così il periodo dei Giudici (sec. XIII a.C.). In seguito, di fronte ai continui attacchi delle popolazioni circostanti (Filistei, Madianiti, Edomiti, Moabiti, ecc.) gli ebrei si organizzarono in regno sotto la guida di Saul, a cui successe Davide e poi Salomone (circa -925 a.C.). Alla morte di quest’ultimo divamparono le guerre civili che condussero alla formazione del regno di Israele a Nord, con capitale Samaria (distrutto, poi, nel 721 a.C. da un re assiro) e del regno di Giuda a Sud, con capitale Gerusalemme, distrutta nel 587 o meglio 586 a.C.. ad opera di Nabucodonosor II.
L’esilio e il post-esilio (inizio del giudaismo)
La deportazione e l’esilio del popolo ebraico si protrassero dal 586 al 538 a.C.. quando Ciro il Grande, con un editto, ordinò la ricostruzione del tempio con i fondi pubblici e la restituzione degli arredi sottratti da Nabucodonosor come bottino. Gradualmente si ricostituì la comunità ebraica. Ne furono artefici, tra gli altri, Zorobabele. Esdra e Neemia. Di Zorobabele parlano Aggeo e Zaccaria. Egli era governatore di Gerusalemme e, come tale, curò che l’opera di ricostruzione procedesse secondo la volontà del suo re. Suscitò molte speranze nella restaurazione di un futuro e risorto regno davidico, poiché era nipote del re Ioakin. il 19° re di Giuda. deposto da Nabucodonosor dopo la conquista di Gerusalemme e deportato in Babilonia. Questo è l’unico caso in cui dei profeti abbiano collegato l’ attesa di un futuro «Messia» con una figura storica contemporanea. L’ impulso verso la riorganizzazione della vita sociale e religiosa venne anche da Esdra e Neemia, due saggi governatori, di cui però è incerta la cronologia. Per due secoli Gerusalemme fu una piccola provincia dell’impero persiano. Sconfitti i persiani da Alessandro Magno, la Palestina fu sottomessa prima ai Tolomei, i signori dell’Egitto, poi ai Seleucidi, che regnavano sulla Siria, subendo un processo di ellenizzazione da parte di Antioco Epifane. Ciò determinò la rivolta dei Maccabei, i quali liberarono la Giudea e diedero inizio a un nuovo stato. Ripresero, però, le discordie interne, questo fatto determinò l’intervento dei romani.

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