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Induismo

induismo

Religione induista

L’ Induismo, una tra le più grandi religioni del mondo, antica di circa 4000 anni, è frutto dell’evoluzione graduale e della ricerca personale di molti saggi e maestri vissuti in India lungo i secoli. Riconosce importanza fondamentale alla meditazione e alla contemplazione delle verità interiori.
Essa si presenta non come una religione semplice, dettata dall’alto da una divinità, ma come un mosaico religioso composto da numerose scuole appartenenti ad ogni livello di sviluppo.
L’Induismo non è una vera e propria religione, bensì un codice d'insegnamento di vita a cui si deve aggiungere l’amore verso tutte le creature, la generosità, l’indifferenza per ciò che è apparenza.

Caste

La popolazione indiana è stata divisa per circa 3000 anni in gruppi sociali chiamate caste. Le caste nella religione induista in origine erano quattro: i sacerdoti o Bramini, i guerrieri o Khsatriya, gli artigiani e i mercanti o Vaisya, i contadini e i servitori o Sutra. A questi quattro gruppi se ne aggiunge un altro, quello dei Paria o “intoccabili” che rappresentano la parte più miserabile della popolazione. Il sistema prevede che ogni individuo, quando nasce, appartenga alla casta dei genitori e per tutta la vita debba farne parte e non possa sposare persone di altre caste.

Col sopraggiungere della morte accade che in ogni individuo l’anima trasmigra nel corpo di un bambino appena nato e in questo nuovo corpo trascorrerà un’altra vita. Poi, al termine della nuova esistenza, trasmigrerà in un nuovo corpo…e così via. Ogni reincarnazione, nell'induismo, avviene secondo un preciso criterio: se durante la vita l’individuo si è comportato bene viene premiato e rinasce in una casta più alta e quindi più vicina al dio creatore Brama. L’anima può così risalire, gradino dopo gradino, tutta la scala gerarchica. Alla fine esce dal ciclo doloroso delle reincarnazioni e raggiunge la vita ultraterrena. In questo mondo anche i membri delle caste inferiori possono sperare di raggiungere, nelle loro vite successive, la casta superiore, quella dei Bramini e finalmente lo stato di beatitudine. Questo ideale religioso ci aiuta a capire perché milioni di Indiani, poveri o poverissimi, accettano con rassegnazione la propria condizione senza ribellarsi. Infatti la religione dice che se una persona è povera la responsabilità è sua perché si è comportata male nella vita precedente e se questa accetta la sua condizione di povertà , si assicurerà una via migliore. La religione induista, quindi, ha un valore importantissimo nella società indiana, perché limita i conflitti sociali tra i numerosissimi poveri e la gerarchia ristretta dei ricchi. Così questi ultimi possono conservare pacificamente i propri privilegi. La legge indiana, però, ha abolito le caste e il loro sistema nel 1950 anche se la popolazione conserva ancora questa tradizione perché troppo radicata nella cultura della gente.

Testi Sacri

Le sacre scritture induiste si possono classificare in due ampie categorie denominate Sruti e Smirti. La prima categoria parla di ciò che è ascoltato, la seconda di ciò che è ricordato.

Sruti:


1.Veda: Sacra conoscenza, sapere necessario al benessere dell’umanità.(Rig Veda, Yayur Veda, Saman Veda, Atharva Veda
2.Upaveda: raccoglie i testi della tradizione e significa “Veda minori”
3.Vedanta: commenti di diverse scuole filosofiche
4.Vedanga: spiegazione dei Veda secondo fenomeni scientifici precisi.

Smirti:


1. Sutra: testi sulla tradizione dei doveri sociali e religiosi.
2. Itihasa: poemi ed epopee sui concetti filosofici popolari.
3. Purana: scritti per memorizzare il Veda.
4. Kauya: composizioni poetiche scritte anche in versi.
5. Tantra: contiene moltissimi testi dottrinali e non, di tradizione jaina e buddista su culto, adorazione, diagrammi mistici, sacre verità.

Storia


La storia dell’Induismo si articola in quattro fasi diverse che si sviluppano in periodi storici diversi.
1° Fase: religione vedica
Intorno al 8° sec. A.C. una popolazione ariana invase l’india creando la religione dei Veda, nella quale il culto aveva il ruolo di primo piano per stabilire un rapporto con le divinità. I riti divennero sempre più complicati tanto che si formarono quattro collezioni di testi sacri chiamati Veda (vedi “testi sacri”).

2° Fase


Dopo essersi stabilizzati nella vita sedentaria ed agricola, gli indo-ariani cominciarono ad edificare cultura e religione Brahmanismo, il cui nome deriva dai Bramani, sacerdoti del dio datore della vita. Il sacrificio era l’atto principale di culto. Ma poi si verificò una tendenza all’eccessivo ritualismo, tanto che divenne meccanico: i saggi quindi dovettero ritirarsi nelle foreste per cercare il senso della vita e la verità assoluta nella meditazione profonda. I loro risultati furono raccolti nell’Upanishad.

3°Fase


Trasferendosi verso la seconda metà del Gange, gli indo-ariani dovettero convivere co le popolazioni indigene. Poiché in questo periodo (400 a.C.- 1750 d.C.) i sacerdoti stavano perdendo la loro importanza sociale, si andava intensificando la tendenza di mescolare la religione indo-iraniana con quella indigena. Si rese di nuovo viva quindi la fede verso varie divinità tra cui Brahma, colui che crea ogni realtà e ogni essere vivente; Visnu, che è il dio che conserva la creazione e la soccorre per evitarne la rovina e Shiva, colui che distrugge e ritrasforma in nuovo tutto ciò che esiste. Questi tre dei sono conosciuti anche con il nome di Triade Suprema o Trimurti.

4°Fase


Questa fase è caratterizzata dalla contiguità del Brahamismo, della spiritualità Upanishad e della religiosità popolare che si manifesta con pellegrinaggi, tradizioni familiari e devozione per le varie divinità.

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