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India: Il pensiero religioso e le caste

Culla dell'antichissima civiltà dravidica, precedente a quella indoeuropea, l'India subì, nella seconda metà del secondo millennio a.C., l'invasione della popolazione indoeuropea degli Indoari, che vi portarono nuove usanze, una nuova lingua e originali forme di religiosità, fondamentali per il futuro sviluppo culturale. Essi gettarono le basidella cultura vedica, dalla raccolta di preghiere e formule magiche chiamata Veda ("conoscenza"), e del brahmanesimo.
La parola brahma, che originariamente significava "preghiera", in particolare "forza magica della preghiera", successivamente acquistò il significato di "spirito universale". Caratteristica peculiare di questa religione è la fede nell'esistenza di un Principio unico e indivisibile, il Brahma, appunto, fonte di ogni creazione, e percepibile solo da pochi eletti: i brahmani. Accanto al Brahma, il dio creatore, si aggiunsero in un secondo momento altre due divinità: Shiva e Visnù, i quali formavano, insieme al primo, la trimurti, cioè la triade delle divinità per eccellenza, che presiede al continuo ciclo della vita, della morte e delle reincarnazioni, in un universo che è l'esaltazione della dinamicità dell'essere.

Accanto ai fondamenti teologici il brahmanesimo presenta una caratteristica concezione che vede la società divisa in caste, rigidamente differenziate, a cui gli uomini appartengono senza possibilità di scelta. Si distinguono: la casta privilegiata dei brahmani o sacerdoti, che svolge funzioni religiose e politiche; quella dei guerrieri-nobili, anch'essa detentrice di privilegi, che svolge funzioni politiche e militari; seguono quella di coloro che producono (agricoltori, commercianti ecc.), quella del popolo che lavora e al di sotto, senza avere nemmeno la dignità di appartenere a una casta, vi sono i paria, gli "intoccabili", gli emarginati.
La divisione in caste era rigida e si perpetuava in quanto i matrimoni misti erano vietati. Il termine indiano che indicava la casta era varna, che significa "colore" e mostra così che il sistema ha avuto origine nella conquista: la distinzione fondamentale è quella tra gli invasori indoeuropei di pelle chiara e i bruni, discendente degli indigeni.

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