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Gesù insegnava in parabole

Molti degli insegnamenti di Gesù furono espressi tramite parabole e similitudini. La parabola (dal greco parabolé che significa accostamento) era un tipo di racconto a carattere religioso molto usato dai rabbini e dai maestri della Legge: piccole storie, facili da memorizzare, fondate su un paragone e destinate a comunicare un insegnamento. Gesù ne fece un uso particolare, servendosi di un linguaggio semplice, popolare, che raccontava storie tratte dalla vita quotidiana in grado di simboleggiare, con grande forza comunicativa, verità di difficile comprensione. Ma lo scopo non era solo quello di far capire: era soprattutto quello di far decidere. Attraverso le parabole Gesù rivelava il misterioso agire di Dio, apriva alla visione della fede, muoveva gli atteggiamenti più profondi dell’uomo, sollecitava la sua conversione.

Le parabole di Gesù

Le parabole sono una presenza costante nelle narrazioni evangeliche di tutto il ministero di Gesù. Vi sono parabole che hanno una conclusione positiva per far capire gli esiti della presenza del Regno nella storia: quella del seminatore, del seme che cresce spontaneamente, del grano e della zizzania, della rete gettata in mare, del lievito.
Altre riguardano lo stato nuovo dell’uomo invitato al Regno e in connessione con queste il rapporto amorevole tra Dio e l’uomo: il padre del figliol prodigo, i due debitori, gli operai della vigna, il fariseo e il pubblicano.
Altre presentano il valore inestimabili del Regno per accedere al quale è necessario essere saggi e accorti: l’amministratore scaltro, i dieci talenti e tutte quelle della vigilanza, dei servi in attesa, delle vergini stolte e prudenti.
Altre sono ammonimenti contro l’insipienza, come quella del ricco epulone o quella del fico infruttuoso.
Altre raffigurano i comportamenti di chi, discepolo di Gesù, vuole vivere nel suo regno: i fratelli che litigano, il buon samaritano.

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