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Gesù di Nazareth

Gesù nacque a Betlemme in Giudea, durante il principato di Augusto. Il suo nome ebraico era Yeshua, vale a dire “Jahvè è salvezza”, ma Gesù era chiamato dai suoi discepoli christòs (“Cristo”), che in greco significava “l’unto”, cioè il consacrato da Dio. La sua formazione avvenne a Nazareth, in Galilea; iniziò a predicare all’età di trenta anni, radunando attorno a sé un gruppo di seguaci; tre anni dopo fu arrestato a Gerusalemme per iniziativa dei sacerdoti ebraici che vedevano in lui un corruttore della religione.

Durante il principato di Tiberio, dopo un processo tenutosi di fronte al governatore romano Ponzio Pilato, Gesù venne crocifisso. Le origini della dottrina e della predicazione di Gesù vanno quindi ricercate all’interno della tradizione ebraica e collocate nel contesto del dominio romano sulla Palestina. La figura per molti aspetti prosegue la tradizione dei profeti dell’Antico Testamento, che si proclamavano inviati da Dio per riportare il popolo eletto sulla giusta via (e che per questo furono spesso perseguitati); molti inoltre nella Palestina percorsa da tensioni e movimenti, videro in Gesù non solo il portatore di un messaggio religioso, ma anche una possibile guida politica nella lotta contro i Romani.

GGesù, da parte sua, se rifiutò il ruolo politico che si voleva attribuirgli, diede alla sua predicazione un contenuto religioso radicale: egli, infatti, affermò di essere non un semplice profeta, ma il Messia, il figlio di Dio, la cui venuta significava l’avvento del regno del Padre. E’ difficile capire se questa affermazione riguardasse i soli Ebrei o tutta la l’umanità: a tal proposito il messaggio contenuto nei Vangeli non permette di formulare ipotesi sicure. Dal punto di vista storico, comunque, è certo che il cristianesimo, in origine, fu soltanto una delle diverse sette ebraiche diffuse in Palestina.

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