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La difesa della vita

Per una cultura della vita

Negli ultimi anni i pontefici sottolineano come la nostra società sia permeata da una "cultura della morte"che si esprime in varie forme di disprezzo della vita umana: aborto, manipolazione del concepimento, violenza, droga, egoismo, consumismo, individualismo, indifferenza, eutanasia...
I cristiani sono chiamati a schierarsi in difesa della "cultura della vita", che promuove invece il rispetto dell'uomo dal concepimento alla morte, i diritti, la solidarietà...
La disciplina che regola l'umanità è definita bioetica. Ovviamente la bioetica cristiana fonda i valori in base all'insegnamento di Cristo e delle Chiesa.


Il rispetto della vita

Il cristiano riconosce ogni vita come dono di Dio e la ritiene quindi sacra e inviolabile, fin dal concepimento.

Dunque la chiesa respinge sia tecniche di manipolazioni della vita sia l'aborto.


Il rispetto della fase terminale

Gli straordinari progressi della medicina hanno consentito non solo ad allungare la vita media ma anche di prolungare quella un malato. Si discute oggi in caso di malati terminali, se sia opportuno accelerarne la morte per abbreviare le sofferenze, attraverso l'eutanasia: può avvenire sia con la somministrazione di un farmaco letale, sia sospendendo la terapia che li tiene in vita.

Uno degli argomenti al centro del dibattito bioetico è anche la possibilità di stilare il "testamento biologico", cioè l'espressione della volontà di una persona rispetto alle terapie che intende accettare nel caso in cui si trovasse nello stato di non poter esercitare il diritto di acconsentire alle cure di fronte a malattie che comportano invalidità permanente.
La chiesa si è pronunciata contro ogni forma di eutanasia, ma anche contro l'accanimento terapeutico.

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