Maometto

Maometto discendeva da famiglia nobile ma modesta. Suo padre, morto prima che egli nascesse, gli aveva lasciato cinque cammelli, un gregge di capre, una casa, e una schiava, che gli fece da nutrice. Mortagli anche la madre, quando aveva sei anni, nòssuno si preoccupò di insegnargli a leggere e a scrivere, perché questo era tenuto in poca considerazione dagli Arabi di quel tempo. Maometto, tuttavia, sebbene analfabeta, compose, con l’aiuto di uno scrivano, il libro più famoso della lingua araba e fu espertissimo nel trattare con gli uomini, dote molto rara anche tra le persone più colte.
A venticinque anni prese in moglie una ricca vedova, Cadigia, da cui ebbe alcuni figli.
Maometto era un domo dignitoso, rideva molto raramente e si controllava sempre, per timore di cadere nel ridicolo. Di costituzione delicata, era nervoso e impressionabile, però sapeva facilmente perdonare a un nemico
vinto o pentito.
Conobbe molti cristiani ed anche molti ebrei, cbe incontrò nei suoi frequenti viaggi a Medina, città dove era morto suo padre; e sentì ben presto il bisogno di una nuova religione, che potesse unificare le varie fazioni, in lotta l’una contro l’altra, in nna Nazione forte e ricca. ‘Verso i quarant’anni si interessò più profondamente ai problemi religiosi: durante il mese sacro del Ramadan soleva ritirarsi in una grotta ai piedi del monte Hira, dove trascorreva parecchi giorni e parecchie notti nel digiuno, nella meditazione e nella preghiera.
Una notte, nell’anno 610, mentre si trovava solo nella grotta, gli apparve in sogno l’angelo Gabriele che gli disse: e Maometto, tu sei il messaggero di Allah ed io sono Gabriele ». Da allora Maometto si dichiarò profeta di Allah, colui che era stato incaricato da Dio di dare al popolo arabo una nuova morale ed una fede monoteista.

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