Giovanni Verga: sintesi “ I Malavoglia”


Verga aveva progettato un ciclo di cinque romanzi intitolato I vinti (Il modo dei vinti : la società descritta con pessimismo da Verga è una società disumana e crudele in cui i forti dominano i deboli e in cui raramente le persone anche le più povere provano sentimenti di solidarietà), ma ne completò solo i due. Il primo è I Malavoglia, l’altro Mastro-don Gesualdo.
I Malavoglia narra le vicende della famiglia Toscano, soprannominata “Malavoglia”. Nelle intensioni dell’autore, l’opera è “lo studio sincero e spassionato del come probabilmente devono sorgere e svilupparsi nelle più umili condizioni le prime irrequietudini pel benessere; e quale perturbazione debba arrecare in una famigliola, vissuta sino allora relativamente felice, la vaga bramosia dell’ignoto, l’accorgersi che non si sta bene, o che si potrebbe stare meglio”.
La visione di Verga è profondamente pessimista. La vita sociale è vista come il regno della competizione e della sopraffazione: la storia lascia ai margini i più deboli come un fiume che abbandona sulle rive i suoi relitti. La “fiumana” del progresso procede travolgendo sul suo cammino i “vinti”. Ma chi oggi è vincitore dovrà a sua volta probabilmente soccombere domani.
La storia è ambientata in Sicilia, ad Aci Trezza, e abbraccia un arco di una quindicina d’anni, a partire dal 1863, poco dopo, cioè, l’Unità d’Italia. Lo scarso rilievo dato nel romanzo a fatti recenti così importanti riflette indirettamente l’estraneità delle massa popolari al processo risorgimentale.
La famiglia Toscano è formata dal nonno, padron ‘Ntoni, dal figlio Bastiano (detto Bastianazzo) e sua moglie Maruzza (detta “la Longa”) e dai nipoti ‘Ntoni, Luca, Mena, Alessi e Lia. Nella speranza di fare un buon affare, i Malavoglia acquistano a credito una partita di lupini. Durante il trasporto per mare, però, la barca della famiglia affonda e Bastianazzo muore.
Il naufragio è solo la prima di una serie di disgrazie: la casa deve essere ceduta a pagamento del debito per i lupini, Luca, arruolato in marina, muore nella battaglia navale di Lissa tra la flotta italiana e quella austriaca, le disastrose condizioni economiche impediscono il matrimonio di Mena con il giovane Brasi, Maruzza è vittima dell’epidemia di colera, il giovane ‘Ntoni finisce in carcere per contrabbando, Lia fugge a Catania e padron ‘Ntoni, ammalato, muore in ospedale.
Sarà Alessi a riscattare la casa e a iniziare la ricostruzione della famiglia distrutta dalla sfortuna.
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