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Umberto Saba

Umberto Saba nasce a Trieste Come Svevo nel 1883 ( 61 Svevo, 67 Pirandello, 88 Ungaretti). Saba è lontanissimo dalle avanguardie e ritorna alla tradizione collocandosi in modo originale le panorama del 900. Umberto Saba usa uno pseudonimo dato che il vero cognome era Poli (Umberto Poli). La mamma è Felicita Cohen, ebrea molto severa e austera mentre il padre era un italiano che amava la vita mondana e il divertimento. Visse una malinconica infanzia, tormentata dalla mancanza del padre a cui dedicò una poesia: Mio padre è per me l’assassino (solo a 20 anni ricostruì un rapporto con lui) . Di fatti la madre crebbe Umberto con la visione di un padre cattivo che li aveva abbandonati e che lui non avrebbe dovuto fare lo stesso. Per questo Saba è un nevrotico e andò in cura dallo psichiatra Edoardo Weiss allievo di Freud e lo stesso da cui andava il cognato di Svevo. Venne allevato per tre anni dalla balia slovena Gioseffa Gabrovich detta "Peppa" (conosciuta anche come "Peppa Sabaz"), che avendo perso un figlio, riversò sul piccolo Umberto tutto il suo affetto che il bambino ricambiò, tanto da considerarla, come egli stesso scrisse, «madre di gioia». Sarà in suo onore, e in onore delle radici ebraiche materne, che il poeta sceglierà lo pseudonimo di Saba (in ebraico significa "pane"). La madre però dopo lo rivolle con se crescendolo con le sue frustrazioni vittimistiche nei confronti del padre e inoltre fu difficile il distacco con Peppa Sabaz il quale si era affezionato moltissimo. Compì studi irregolari e lesse molto. A 20 anni si manifestò i sintomi della Nevrosi che lo accompagnerà per tutta la vita. Nel 1907-08 fu chiamato alle armi e in quel periodo compose: Versi Miliari. Nel 1909 sposò Carolina Woelfer (Lina) con cui concepirà la figlia Linuccia. Nel 1912 pubblicherà una raccolta: Con i miei occhi che poi si intitolerà Trieste e una donna. Acquisto nel medesimo luogo una libreria con cui costruirà la sua principale fonte di guadagno. Nel 1921 esce la prima edizione del Canzoniere che comprende tutta la sua produzione e man mano viene accresciuta con una nuova edizione nel 1945 successivamente nel 1948, nel 1957 fino alla definitiva del 1961.

Altre opere:
1920-30: Autobiografia - Preludio e fughe.
1931: Il piccolo Berto. (Argomento psicanalista: Saba usa lo strumento della psicoanalisi come fonte conoscitiva”)
1934: Parole.
1947: Mediterranee.
1946: Scorciatoie e raccontini.
1948: Storia e cronistoria del Canzoniere.
1956: Ricordi-racconti.

Nel 1938 in Italia furono emanate le leggi razziali e a causa di esse Saba dovetti spostarsi molto per sfuggire ad esse dato che era di mamma ebrea, andò a Firenze dove attendeva la liberazione anche grazie all’ appoggio di Montale. Dopo la guerra Saba ebbe continue crisi psicologiche tanto da essere sempre più spesso ricoverato in ospedale. Nel 1956 morì la moglie e dopo pochi mesi morì anche Saba il 25 Agosto 1957.

Quando Saba nacque a Trieste essa non faceva patte dell’Italia ma apparteneva all’ impero Austro-Ungarico e solo alla fine della Prima guerra mondiale (1918) Trieste cominciò a far parte dello stato Italiano. Per questo motivo Saba è molto lontano dalle avanguardie e gli unici riferimenti a lui vicini erano le liriche classiche italiane (da Petrarca a Leopardi) filtrate con autori più recenti come Carducci o D’annunzio. Essere nato a Trieste però aveva anche dei vantaggi, infatti gli permetteva di conoscere in atipico le opere di Nietzsche e Freud di fatti egli come Svevo si servì di questa opportunità. Saba però è lontano dalla poesia del 800(poesia come verità) e anche del 900(poesia come espressione della crisi), Saba attribuisce alla poesia una precisa funzione psicologica e sociale. Saba afferma: “Il poeta ha il dovere di essere onesto” e può esserlo realmente con il lettore solo cercandolo nel profondo di se stesso. Il poeta non deve inventare miti come faceva D’annunzio, no il poeta deve registrare fedelmente la verità nascosta. Mentre d’annunzio voleva sentirsi superiore agli altri uomini in senso superomistico, Saba vuole sentirsi fra gli uomini, aspirando a vivere la vita come tutti. Lui aspira ad una dimensione narrativa, aspira sempre alla massima chiarezza. Arriverà a preferire versi brutti ma veri piuttosto che versi belli ma non veri.

Il Canzoniere

Umberto Saba iniziò a concentrarsi sin dal 1913 sul progetto letterario di un Canzoniere che racchiudesse al suo interno tutta la sua produzione poetica. La prima edizione di questa vasta e organica raccolta poetica appare nel 1921, e presenta al pubblico il risultato di venti anni di lavoro, riunendo le poesie scritte da Saba tra il 1900 e il 1920. Le edizioni successive a questa trovano poi una collocazione nelle due edizioni del Canzoniere risalenti al 1948 prima, e a quella definitiva del 1961 poi. Quest’ultima, pubblicata dopo la morte di Saba.Il Canzoniere come si presenta nella sua versione definitiva del 1961 appare diviso in tre parti, che si rifanno all’idea di una scansione cronologica, riferendosi alla giovinezza, alla maturità e alla vecchiaia dell’autore. Ogni sezione del Canzoniere può essere considerata come un’opera compiuta in se stessa. In primo piano si nota il rapporto costante con il mondo naturale e animale, in cui vengono trasposti molti temi della poesia di Saba. Centrale anche il tema cittadino, con il ruolo protagonistico assegnato alla città natia, Trieste, e quello degli affetti famigliari. Ritorna infatti di continuo la figura della moglie Lina e la riflessione sulle fasi della propria vita, con particolare attenzione all’infanzia e ai traumi legati a quel periodo della vita del Saba. Forte è anche il contrasto tra le radici dei genitori, che si traducono nell’arianità del padre e nell’ebraicità della madre. L’autobiografia è quindi la costante della produzione del Saba, con cui la poesia diventa il mezzo per indagare la psicologia umana, il dolore e l’amore che l’accompagnano.

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