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Saba, Umberto - Ed amai nuovamente

Testo, parafrasi, analisi metrica, retorica e commento personale della lirica dedicata alla moglie Lina.

E io lo dico a Skuola.net
Ed amai nuovamente

Testo
Ed amai nuovamente; e fu di Lina
dal rosso scialle il più della mia vita.
Quella che cresce accanto a noi, bambina
dagli occhi azzurri, è dal suo grembo uscita.

Trieste è la città, la donna è Lina,
per cui scrissi il mio libro di più ardita
sincerità; né dalla sua fu fin ad oggi mai l'anima partita.

Ogni altro conobbi umano amore;
ma per Lina torrei di nuovo un'altra
vita, di nuovo vorrei cominciare.

Per l'altezze l'amai del suo dolore;
perché tutto fu al mondo, e non mai scaltra,
e tutto seppe, e non se stessa, amare.

Parafrasi
E mi innamorai di nuovo; e la maggior parte della mia vita fu per Lina che indossava uno scialle rosso. La bimba che cresce con noi l'ha partorita lei. Per lei ho scritto il mio libro più sincero, lei me lo ha ispirato come me ne ha ispirato un altro la mia città, Trieste. Fino ad oggi la mia anima non si è mai staccata da quella di Lina; ho sperimentato ogni altro tipo di amore umano, ma per stare con lei vorrei avere un'altra vita, vorrei ricominciare di nuovo per stare con lei.
L'amai perché provava un dolore profondo; perché fu molte cose, ma non fu mai furba e seppe amare tutto e tutti, tranne se stessa.

Analisi retorica
La poesia è composta di 4 strofe (una quartina e tre terzine), il verso è libero e il metro dei versi è vario, anche se in maggioranza di tratta di endecasillabi.
Figure retoriche:
- enjambement ai vv. 1-2; vv. 3-4; vv. 6-7; vv. 9-10
- anastrofe al v. 4 (dal suo grembo uscita); v. 8 (Ogni altro conobbi umano amore); v. 11 (Per l'altezze l'amai del suo dolore); v. 12 (tutto seppe, e non se stessa, amare)
- chiasmo al v. 5: (Trieste- città: donna- Lina)
- antitesi al v. 12 (tutto fu….e non mai) e v. 13 (tutto seppe…e non se stessa)

Analisi e commento dei contenuti
La poesia è un’appassionata e sincera ode d’amore di Saba alla sua donna. Il poeta, con una semplicità disarmante, senza far ricorso a paragoni sdolcinati o metafore classiche dà un ritratto della moglie Lina e confessa il suo immenso sentimento per lei.
Il primo quadro è quello di Lina, avvolta in uno scialle rosso, forse come la vide al loro primo incontro.
Il secondo è per Lina madre, la cui maternità è testimoniata dalla bimba che viene anch’essa ricordata attraverso una nota di colore: gli occhi azzurri.
La prima terzina è divisa equamente fra i due grandi amori di Saba: sua moglie e la sua città. Le due fonti di ispirazione vengono accostate, entrambe hanno ispirato al poeta versi sinceri, appassionati e ad entrambe viene riconosciuta la valenza di muse.
La terzina si conclude con una splendida dichiarazione d’amore: l’anima del poeta, dal primo incontro con Lina, è sempre stata legata alla sua e questo legame non è ancora finito.
La seconda terzina prosegue nel discorso con l’affermazione del poeta che, per stare con al sua donna, vivrebbe un’altra vita (Da ricordare che Saba ebbe una vita non facile, crebbe senza il padre, subì le leggi razziali ed ebbe anche una vita matrimoniale travagliata segnata da alcuni tradimenti di Lina).
L’ultima terzina conclude il quadro dedicato a Lina, tratteggiandone il carattere malinconico, segnato da profondo dolore; della sua donna Saba riconosce l’altruismo, la mancanza di malizia e furbizia, totalmente estranei al suo modo di essere, e l’incapacità di amarsi opposta alla vocazione di dedicarsi agli altri.
La lirica è ricca di dolcezza, incentrata su una figura di donna insieme normale e unica. Il poeta non la inventa, non la dipinge come un’eroina romantica, una femme fatale o un angelo sceso in terra, eppure, con pochi tratti, individua la sua unicità, la sua femminilità, maternità, caparbietà, e canta la sua totale dedizione alla donna di tutta la sua vita. Saba è il poeta delle cose quotidiane che insegna che non ci deve essere per forza qualcosa di particolare per rendere speciale una persona.
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