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Foscolo

Motivo centrale della vita di Foscolo e della sua poesia è l’appassionata ricerca dell’origine e della giustificazione della nostra esistenza. In lui si riflette il travaglio fra il materialismo e la nuova ansia religiosa che fu propria del romanticismo. Perduta la fede cristiana, il Foscolo aderisce alle dottrine materialistiche che si presentano alla sua ragione con un carattere di certezza. Ritiene, cioè, valide e sicure solo le conoscenze che gli derivano dai sensi e dalla ragione, e concepisce, di conseguenza, l’universo, come un ciclo perenne di nascita, morte; un ciclo di cui dobbiamo rassegnarci a comprendere scientificamente le fasi rinunciando a capirne le ultime ragioni, perché sfuggono alla nostra esperienza.
Questo dissidio tra ragione e cuore provoca nel poeta una profonda inquietudine, ansia (romantica), che si rispecchia nella sua vita tormentata e movimentata. Dio, l’anima e l’immortalità e la provvidenza sono esclusi dal pensiero di Foscolo e appaiono un mistero indecifrabile. L’esistenza è vista come un continuo errare senza scopo verso una felicità irraggiungibile che termina nella morte e nel nulla eterno. Per il poeta l’uomo ha valore a seconda dell’intensità delle sue passioni, è il “forte sentire” che differenzia gli individui e che si esplica non tanto attraverso le parole ma attraverso l’azione. La poesia del Foscolo è una vocazione, un bisogno innato di esprimere con il canto i propri ideali e stimolare gli animi all’azione. Egli ha una sete di ideali come la libertà, la giustizia, l’amore, la bellezza, la patria, l’eroismo, l’immortalità, irrealizzabili nella vita e nella storia ma dei quali egli sentiva la necessità di ispirarsi per dare un significato alla propria esistenza. La ragione gli diceva che erano solo illusioni ma il cuore non si rassegnava a considerarli tali. Nasce così la religione delle illusioni che è accettazione tragica del nostro destino di morte e sfida eroica ad esso. La poesia è per il Foscolo la voce più alta delle illusioni. La poesia è espressione di umanità e civiltà, perché fa vivere questi ideali nel mondo, li sottrae al nulla della morte, eternando nei secoli gli spiriti di eroi e poeti che li hanno fermati. Solo operando virtuosamente possiamo trovare una ragione alla nostra vita e l’unica possibile immortalità che consiste nel ricordo, nella tradizione. Egli guarda al periodo classico-greco come all’unico grande momento di armonia e purezza. Infatti i suoi testi sono ricchi di rimandi alla mitologia classica, con un lessico ricercato e solenne, ricco di latinismi e grecismi.

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