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Le ultime lettere di Jacopo Ortis

Redazioni
Le ultime lettere di Jacopo Ortis, rappresentano il lavoro foscoliano di una vita e si inserisce a pieno titolo sia nel filone romantico che neoclassico. Il primo cenno risale al 1796, quando nel suo piano di studi tentava di dare una sistemazione organica alla sua cultura, nominando un romanzo dal titolo “Laura, lettere” ispirato all’amore per Isabella Teotochi Albrizzi. Nel 1799 in realtà compare invece di “Laura, lettere” un’opera intitolata “Vera storia di due amanti infelici” successiva quindi al trattato di Campoformio, disponendola per la pubblicazione. L’editore tuttavia ne affida la rielaborazione ad Angelo Sassali per modificarne il finale. Foscolo allora, notata la rivisitazione, indignato nel 1802 da luce al romanzo “le ultime lettere di J. Ortis” poi successivamente perfezionato nel 1812 e nel 1816.

Genere
Si tratta di un Romanzo epistolare, un genere che aveva avuto fortuna in Europa. È una storia, raccontata in lettere, scritte da J. Ortis, pseudonimo e alter ego di Foscolo. Il nome rappresenta un omaggio a filosofo e scrittore Jean Jacques Rousseau la cui trascrizione italiana era Gian Jacopo mentre il cognome venne alla mente del poeta con la morte suicida di un ragazzo. Destinatario delle lettere è l’amico di Jacopo, Lorenzo Alderoni, che dopo la morte dell’amico avvenuta per suicidio, le avrebbe date alla stampa corredandole di una presentazione e di una conclusione.

Trama
Jacopo Ortis, il cui nome è nelle liste di proscrizione, dopo aver assistito al sacrificio della sua patria all’indomani del trattato di Campoformio si ritira, triste e inconsolabile, sui colli Euganei dove vive in solitudine e scrivendo al suo amico. Qui Jacopo conosce il signor T. che è il padre di Teresa, Odoardo, che è il promesso sposo della figlia, e poi Teresa e la sua piccola sorella Isabellina e ne comincia a frequentare la casa. I giorni trascorrono e Jacopo sente che il suo amore impossibile per Teresa diventa sempre più grande. Jacopo viene a sapere dalla stessa Teresa che essa è infelice perché non ama Odoardo al quale il padre l'ha promessa in sposa per calcolo, nonostante l'opposizione della madre che ha perciò abbandonato la famiglia. Sente che lontano da lei è come essere in una tomba ed invoca l'aiuto della divinità. Si ammala e, al padre di Teresa che lo va a trovare, rivela il suo amore per la figlia. Appena può lasciare il letto scrive una lettera d'addio a Teresa. Tuttavia, si pente della scelta e non appena tornato viene a sapere che Teresa si è sposata sente che per lui la vita non ha più senso. Quindi, dopo aver scritto una lettera a Teresa e l'ultima all'amico Lorenzo Alderani, si uccide, piantandosi un pugnale nel cuore.

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