blakman di blakman
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Foscolo, Ugo - In morte del fratello Giovanni

Un dì, s'io non andrò sempre fuggendo
di gente in gente, me vedrai seduto
su la tua pietra, o fratel mio, gemendo
il fior de' tuoi gentil anni caduto.

La Madre or sol suo dì tardo traendo
parla di me col tuo cenere muto,
ma io deluse a voi le palme tendo
e sol da lunge i miei tetti saluto.

Sento gli avversi numi, e le secrete
cure che al viver tuo furon tempesta,
e prego anch'io nel tuo porto quiete.

Questo di tanta speme oggi mi resta!
Straniere genti, almen le ossa rendete
allora al petto della madre mesta.


Commento

Il sonetto fu composto da Ugo Foscolo per la morte del fratello Giovanni, suicidatosi per debiti di gioco. Vari sono i motivi che traspaiono dai versi: l`esilio che impedisce al poeta di piangere il fratello scomparso prematuramente sulla sua tomba, presso la quale ora siede solo la madre mesta; la nostalgia della patria lontana; il desiderio di trovare la quiete "nello stesso porto" del fratello, dopo una vita tempestosa; l`angoscioso presentimento di una sepoltura priva del compianto dei propri cari. Ma, su tutti gli altri sembra emergere il tema del sepolcro come nodo di affetti familiari, capace di mantenere la continuita tra chi e` scomparso e chi e` vivo.

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