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A Zacinto

Il poeta si rivolge a Zacinto, l'isola in cui è nato e contempla nella sua mente il paesaggio limpido dell'isola che Foscolo pensa di non poter vedere mai più.
È un'isola che sorge dal mar Greco, Regno di Venere. Foscolo spera di vedere Zacinto, che rappresenta la patria ideale di ognuno. Non è tanto l'impedimento fisico, quanto la mancanza di opportunità di poter raggiungere la patria (ideale). Inizia con tre negazione:"Ne", "più ", "mai". Le sponde di Zacinto sono sacre perché sono quelle della patria del poeta e perché sono quelle dove nacque Venere.Giacque da l'idea del contatto con la terra e quindi della nascita. Venere rese feconde quelle isole: qui c'è un collegamento tra la patria (madre) e Venere (dea della fecondità). Zacinto diventò una sorta di magna mater (grande madre). Tornare a Zacinto è come tornare nel grande grembo materno. Ci sono una serie di proposizioni relative che sono tutte collegate, l'una all'altra, nonostante questo periodo così complesso non c'è nessun senso di fatica. È la contrapposizione tra l'eroe antico(Ulisse) e l'eroe moderno. Per Foscolo non c'è la conclusione felice della sua peregrinazione. A noi il fato non ha disposto una sepoltura illacrimata. Il destino di Ulisse e di Foscolo alla fine si diversifica. Questo succedersi di frasi una di seguito all'altra ricorda la pellegrinazione di Ulisse e di Foscolo.

Il motivo dell'acqua lo troviamo in modo diretto e indiretto: ci sono termini esplicitamente indicanti l'acqua e poi c'è tutto il sistema delle rime che allude all'acqua.
L'acqua è vita ed accompagna la vita del poeta. Ci sono due riferimenti all'acqua anche nel l'espressione "illacrimata sepoltura":
-illacrimata : senza lacrime.
-sepoltura: corrisponde alla morte, la morte è senza l'acqua (che è vita).
Il desiderio di tornare a Zacinto è il desiderio di tornare nel grembo materno.

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