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Ugo Foscolo- Vita e Opere


La vita: Nacque a Zante il 6 febbraio del 1778. A 14 anni si trasferì a Venezia dove continuò i suoi studi e riuscì a farsi ammettere nei salotti dell’aristocrazia . Nel frattempo , rifacendosi alla tradizione arcaica e leggendo molti classici (latini,greci e italiani) iniziò il suo apprendistato poetico con caratteri arcaicizzanti. La discesa dei francesi in Italia rafforzò il suo carattere rivoluzionario e , in seguito alla pubblicazione della sua tragedia “Trieste” (di carattere libertario) , preferì fuggire a Bologna per evitare ogni sospetto da parte del governo oligarchico. Tornò a Venezia e ,dopo che i francesi cedettero Venezia agli austriaci, perse completamente la fiducia nel governo napoleonico e partì per Milano dove si innamorò di Teresa Pikler, moglie di Monti per poi rientrare a Bologna e iniziare la stesura de “Le ultime lettere di Jacopo Ortis”,uno dei suoi capolavori. Ebbe diverse relazioni a Firenze e ottenne la cattedra di eloquenza all’università di Pavia,anche se per poco. La sua vita amorosa continuò con varie donne ma la sua situazione economica precipitò in seguito alla perdita della cattedra; pubblicò “Ajace” , di carattere antinapoleonico che si rivelò un fiasco e fu costretto a lasciare Milano per poi ritornare nel 1813 (richiamato dalla nuova situazione politica stabilitasi dopo la sconfitta di Napoleone a Lipsia). Nel 1816 si recò a Londra pur mantenendo contatti con l’Italia ; morì nel 1827 povero e malato e venne sepolto nel cimitero di Chiswick ( solo nel 1871 le sue spoglie vennero portate a Firenze nella chiesa di Santa Croce).

Dalla vita alla letteratura:
Foscolo era sempre alla ricerca di nuove situazioni affrontandole contando solo su di sè: il poeta rivendica il valore assoluto della propria personalità attraverso un giudizio negativo sul mondo e sulla società. Nel suo epistolario si notano dei temi precisi : quello politico e quello amoroso che rappresentano il centro della sua personalità. Foscolo avverte la necessità di saldare l’esperienza intellettuale con l’aspetto politico e,anche quando si allontana dalle posizioni giacobine, resta comunque fedele al suo spirito e alla sua voglia di criticare la scena storico-politica. Quanto alle sue passioni amorose, si avverte in lui una spiccata sensualità : egli finisce per vivere l’amore da una parte come esaltazione di sé e del culto della bellezza e dall’altra come abbandono alle forze distruttive in esso comprese. Vive il Neoclassicismo come ricerca di una poesia in cui le sue contraddizioni e le sue passioni possano trasporsi su un piano ideale. La maggio parte dei suoi scritti è costituita da abbozzi, interventi provvisori ,ecc : tende a ritornare sempre sui suoi scritti più importanti, per modificarli e perfezionarli ,annuncia sviluppi che non avranno un seguito senza trovare una sistemazione finale; questo ha un duplice significato: da un lato si avverte il suo desiderio inappagato di una perfezione classicista e dall’altro ribadisce l’instabilità esistenziale del poeta (la sua vita viene vista come un’ opera aperta). Le sue opere hanno temi molteplici ma alcuni di questi risultano essere costanti come la compassione, la patria, l’amicizia, l’amore,la bellezza e l’armonia. Questi elementi sono presentati da lui come “illusioni” sentite da lui come consolazioni a cui attribuisce un valore sociale.
Le ultime lettere di Jacopo Ortis:
La stesura del libro parte da una vicenda reale : nel 1796 si suicida il giovane studente veneto Girolamo Ortis ( che successivamente, nel romanzo, prenderà il nome di Jacopo in onore al filosofo francese Rousseau che in quel periodo era all'apice della sua fama).
E’ un tipico esempio di opera aperta la cui stesura accompagna Foscolo per gran parte della sua vita. Nella figura del protagonista, Foscolo trasferisce molti aspetti della sua personalità come le sue aspirazioni giovanili, il senso di libertà e lo scontro con la natura e la società e ,come il protagonista, anche Foscolo aveva pensato al suicidio perché si sentiva insoddisfatto (la sua vita non era all’altezza delle sue aspettative). Deluso dal trattato di Campoformio e perseguitato dai nuovi padroni di Venezia per il suo spirito liberale, Jacopo si rifugia sui Colli Euganei dove si innamora della dolce Teresa destinata a sposare Odoatro. Le lettere scritte da Jacopo sui colli comprendono lettere contro Napoleone mentre nella seconda parte , le lettere descrivono il viaggio del protagonista attraverso l’Italia. Appresa la notizia del matrimonio di Teresa in viaggio , Jacopo si toglie la vita con un pugnale.
Nella natura di quest’opera si coglie la presenza del modello alfieriano, lo scontro tra virtù individuale e la dura realtà ma Jacopo non può essere al pari con gli eroi alfieriani: : mentre per Alfieri l’eroe è colui che , pur sapendo l'impossibilità della sua missione combatte ugualmente perché questa è la sua missione di vita, la sconfitta di Jacopo Ortis sta proprio nell’impossibilità di ogni iniziativa eroica perché la civiltà borghese ed ogni limite della realtà non gli permettono di mutare la situazione di partenza e avverte in quest’impossibilità una colpa personale. Dal punto di vista ideologico, si nota come Jacopo, come lo stesso autore, abbia perso la fiducia illuministica nel progresso e nella realizzazione di positiva della ragione nella storia: nelle sue riflessioni ,con le quali lega le vicende personali all’intero destino dell’umanità , ci presenta un’immagine della storia carica di orrori; questa negatività a sua volta è fondata sulla negatività della natura in cui Jacopo vede una forza cieca che può conservarsi solo attraverso la distruzione dei singoli esseri. Nonostante la sua negatività , Jacopo cerca comunque dei valori positivi anche se vengono definite da lui “illusioni”. Teresa rappresenta la sintesi la sintesi delle sue speranze : se Teresa è inafferrabile, diventano inafferrabili tutti i valori da lei rappresentati. La prosa di quest’opera sembra voler prendere di petto il lettore costringendolo a fissare l’attenzione su ogni singola situazione (interrompendo continuamente il ritmo narrativo). La novità sta nell’allontanamento di dalla ricerca ossessiva dell’equilibrio : cerca la forza e l’intensità con l’inserimento di un linguaggio comune e di paratassi fatta di scatti improvvisi , domande e risposte , ecc, che può risultare aspra e dolorosa o di brillante e spiccata intensità.
Sonetti ed odi:
Foscolo vide nella poesia il modo più alto per affermare il proprio valore ed i propri ideali. I primi importanti componimenti si hanno tra il 1798 e il 1803 : si tratta di 12 sonetti e di 2 odi. Nel 1802 vengono pubblicati 8 sonetti dove la vena autobiografica è piuttosto marcata : nel loro insieme , questi sonetti mostrano la volontà di Foscolo di adattare la propria volontà alla tradizione poetica italiana , ovvero quella petrarchesca. Gli ultimi 4 sonetti sono inseriti nelle edizioni delle “Poesie” del 1803 dove troviamo una struttura molto più elaborata. Tra questi, quello “Alla Sera” si lega al tema dell’oscurità, della morte ,ecc. ; quello “Alla Musa” è un’appassionata mediazione sulla promessa di valore racchiusa nella poesia (Foscolo, che sempre e soltanto dalla Poesia ha tratto conforto alle pene e forza di vivere e speranza di gloria, ora avverte che la Musa lo abbandona, perché sente che le poche “rime” faticosamente costruite non valgono a fargli sfogare tutto il pianto del cuore); il capolavoro è “ A Zacinto” dove unifica motivi autobiografici e mitici (Il nocciolo della poesia è l'amore per la patria, lontana e irraggiungibile. Il fato avverso costringe il poeta a peregrinazioni senza sosta e lui sente che è stata stabilita per lui una sepoltura solitaria. Rimane, però, quel sentimento nostalgico nei confronti dell'isola del mar Ionio, molto amata, che ha visto la sua nascita). Le 2 odi esaltano la bellezza femminile come valore assoluto proiettata nel mito (usando nella prima, ovvero “A Luigia Pallavicini caduta da cavallo, elementi e schemi tipicamente settecenteschi mentre la seconda, cioè “All’amica risanata”, è colma di immagini neoclassiche.
Dei sepolcri:
E' un poema di 295 endecasillabi sciolti che negli anni successivi non subisce ripensamenti o correzioni.La prima edizione venne stampata a Bologna nel 1807 : il tratto saliente Dei Sepolcri è l'uso delle transizioni ,ovvero dai passaggi da un motivo all'altro, prodotte dalle modifiche che provocano le diverse situazioni. Foscolo suggerì di dividere il carme in 4 grandi parti:
- Nella prima parte, il carme mostra come le sepolture siano monumenti inutili e biasima la nuova legge che accomuna le sepolture delle diverse persone (una volta morti, le persone risultano tutte uguali).
- Nella seconda parte, si susseguono varie immagini del passato legate al culto dei morti.
-Nella terza parte, si celebrano il valore civile ed educativo delle tombe dei "grandi".
-Nella quarta parte,si esalta il valore della poesia che celebra e conserva la memoria dei grandi e degli eroi.
Il carme si muove tra un estremo negativo ed uno positivo: mentre l'inizio è dominato da visioni oscure (come l'ombra dei cipressi,visione pessimistica) ,la fine è dominata dal risplendere del sole(ricerca di consolazione che si muove verso un'accettazione eroica della condizione umana). Foscolo vede il mondo come un organismo distruttivo ,oltre alla morte tutto è visto come un'illusione ma questa riesce a far sopravvivere la memoria di affetti. L'illusione viene poi equiparata al mito: i miti inaugurano la civiltà e se quest'ultima viene distrutta da guerre o catastrofi, oppure se ci sono popoli vinti o vincitori, la poesia ripristina una sorta di giustizia storica , mantiene i popoli in vita grazie alla memoria in essa contenuta. Il poemetto è costituito da toni pacati e nobili che si intrecciano a momenti di riflessione tormentata che creano effetti di mistero e di controllata musicalità.
La maschera di Didimo chierico:
Tradusse una delle ultime opere di Sterne , Sentimental journey through France and Italy (viaggio sentimentale attraverso la Francia e l'Italia) e , nell'accingersi a questo lavoro, pensò di attribuirlo ad un personaggio fittizio, Didimo Chierico , che rispecchia, come Jacopo Ortis, le sue caratteristiche (il lavoro fu ripreso come "la notizia attorno a Didimo Chierico"). La notizia attorno a Didimo Chierico, prosa ricca di paradossi, presenta questo personaggio come un personaggio misterioso , estraneo ai tempi ma capace di viverne le contraddizioni : intellettuale che , pur avendo conosciuto la vanità del mondo letterario, si è confrontato anche con la vita militare; ha vissuto una giovinezza appassionata ma rinunciando alla ricerca della verità, disingannato, sente le passioni come "calore di fiamma lontana".
Le Grazie:
L'opera di Foscolo più riuscita e affascinante, che rispecchia il suo rapporto aperto con la scrittura , è il poema Le Grazie , a cui egli lavorò in periodi diversi della sua esistenza senza arrivare ad una sistematizzazione concreta. Il poema narra di 3 divinità femminili minori, che nella mitologia classica comparivano al seguito di Venere e che hanno ricevuto dagli uomini gli affetti sociali (vita civile). Il lavoro vero e proprio a questo poema è iniziato a Firenze nel 1812 per poi essere ripreso nel 1813 nell'ultimo soggiorno fiorentino; una volta tornato a Milano,continuò ad assemblare i diversi versi. E' quindi un poema in movimento, accresciutosi e trasformatosi negli anni e legato alle diverse occasioni. Il disegno generale in 3 inni tendeva comunque ad organizzare i temi secondo la loro collocazione storico-geografica:
-Il primo inno, dedicato a Venere, si riferisce al rapporto di quest'ultima con le Grazie e si richiama alla statua del 1812 della Dea fatta da Antonio Canova. L'apparizione di e delle Grazie simboleggia la funzione civilizzatrice della bellezza.
-Il secondo inno, dedicato a Vesta, descrive il passaggio delle Grazie dalla Grecia all'Italia. Il poeta invita in rito , in onore delle 3 figure mitologiche, 3 donne italiane: una fiorentina, una bolognese e una milanese.
- Il terzo inno, dedicato a Pallade, è ambientato nel continente dell'Atlantide dove le Grazie si rifuggiano per aver abbandonato l'orrore della civiltà corrotta e incapace di bellezza e da dove, vengono inviate di nuovo in mezzo agli uomini coperte da un velo che le protegge sottraendole da sguadi indegni.
Foscolo aspira ad un poema con un aspetto allegorico ed, a questo, si lega una finalità didattica con l'obiettivo di ispirare ai giovani le virtù civili più alte , ovvero la compassione e il pudore (oltre che l'amore per la tradizione classica e i valori patriottici). Foscolo aspira ad una poesia che condensi presente,passato e futuro: questa poesia non può semplicemente riprodurre modelli , personaggi e temi del mito antico ma , a partire da questi, deve saper dare il senso della distanza delle immagini del passato e la capacità di ricrearle nel presente. Ci offre un ideale di bellezza posta in lontananza e che risulta inafferrabile: i sentimenti,conflitti e passioni restano sullo sfondo, la poesia rivela le virtù più importanti,ossia quella del pudore e della compassione ( rielate tramite l'azione civilizzatrice delle Grazie). Nonostante l'armonia, il carattere del poema resta framentario: la frammentarietà e l'istabilità sono tipiche del carattere di Foscolo e della sua ricerca; l'armonia che esso insegue si manifesta solo attraverso rapide immagini non stabili. Le Grazie rappresentano l'esito moderno di un'immagine antica della poesia e ci permettono di cogliere le scissioni e i conflitti del poeta mediante i movimenti e le figure delle protagoniste che risultanpo perfette ma mai conluse. Sotto la tematica morale,civile e storica agisce anche una vibrante e moderata sensualità : il poema è anche un'esaltazione al fascino femminile , e le figure quando sono coperte da un velo sottile risultano più seducenti. Il linguaggio risulta sinuoso,carico di arcaismi e cerca di esprimere l'inafferrabilità dei corpi e delle cose. Anche essendo scarsamente apprezzato dai lettori ottocenteschi ed essendo sconosciuto fuori d'Italia,in essova riconosciuta una delle espressioni più alte del neoclassicismo italiano.
Foscolo critico:
Foscolo avverte il bisogno di confrontarsi con una letteratura già data attraverso l'esercizio critico e da tale lavoro derivano alcune nozioni importanti:
a)la poesia come "eloquenza" ( strumento di persuasione)
b)il rifiuto degli schemi della retorica tradizionale
c) la poesia in relazione con il "genio"
d) la coscienza della storicità della poesia,del suo variare in rapporto alle trasformazioni sociali
e)la celebrazione della poesia "primitiva" e un senso spiccato del carattere integrale della parola poetica.
Gli scritti critici foscoliani, seppure risultano deludenti e dispersivi, rappresentano il primo vero tentativo di costituire una critica moderna che vada oltre la rappresentazione di una bellezza formale e degli scritti retorici.Molto importante è il lavoro che svolge da critico-lettore sui procedimenti e i limiti di interpretazione di un'opera. Gli scritti critici sono risalenti soprattutto al periodo inglese e sono divisibili in 2 gruppi: di carattere "storico" per quanto riguarda le letteratura del passato e quelli "militanti" che sono interventi polemici sulla letteratura contemporanea.
Foscolo nella cultura italiana:
Foscolo riesce a rompere i confini tra la letteratura e l'esistenza: fin da subito quest'obiettivo è stato ostacolato dalla civiltà contemporanea e dalle sue disillusioni in campo sociale e politico facendogli scoprire il carattere essenzialmente negativo del mondo esterno con la natura e la società che egli rappresenta come forze nemiche.Dopo il crollo dei suoi equilibri tradizionali, egli cerca di sfuggire a questa situazione con il suo classicismo tradizionale anche se la sua figura di scrittore conserva comunque qualcosa di incompiuto : in essa si avvertono i limiti della letteratura italiana ormai chiusa in uno spazio marginale rispetto alle tendenze ottocentesche della cultura europea.

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