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Foscolo - Riassunto sulla vita, le opere e i sonetti dello scrittore

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Ugo Foscolo è uno dei poeti più influenti della letteratura italiana dell'Ottocento. Egli nacque a Zante, isola greca a cui dedica una poesia molto celebre, conosciuta con il titolo di A Zacinto. Questa poesia rievoca in pieno il luogo natio di Ugo Foscolo. Il celebre poeta si formò e studiò in Dalmazia, per poi trasferirsi successivamente nella città di Venezia. Nel 1812 poi decise di trasferirsi nella città di Firenze, in cui continuò la sua attività poetica. Tra le liriche celebri del poeta si ricordano Alla sera, in cui il poeta descrive la sera come unico momento della giornata in cui riesce a rassenerarsi. Molto celebri sono anche le poesie raccolte in Dei Sepolcri e quelle contenute nell'opera letteraria Le ultime lettere di Jacopo Ortis. I temi che ricorrono spesso nelle liriche del Foscolo sono quelli della m orte, dell'esilio, etc...

vita e opere di Foscolo

Indice

Vita e opere di Ugo Foscolo - Versione alternativa 1
Ugo Foscolo, riassunto - Versione alternativa 2
Ugo Foscolo, sintesi - Versione alternativa 3
Biografia e opere di Foscolo - Versione alternativa 4
Pensiero di Ugo Foscolo - Versione alternativa 5

Vita e opere di Ugo Foscolo


Vita di Ugo Foscolo: Ugo Foscolo nacque 1795 a Zante, isola greca da Andrea e Diamantina, a 10 anni viene arrestato perché assieme a una brigata di monelli assaltarono un ghetto per liberare gli ebrei rinchiusi.
Studiò in Dalmazia e poi raggiunse Venezia nel 1792. Era un personaggio sospetto quindi si trasferì nella repubblica cis-padana dove conobbe gli ideali di Napoleone.
Ugo Foscolo Rientrò a Venezia, fu nominato segretario della municipalità provvisoria, venne inviato in missione presso Bonaparte ma rimane deluso dall’incontro. Il trattato di Campofornio fu percepito da Ugo come la fine dell’Italia.
Si trasferì a Milano, conobbe Parini e Monti, inizi a scrivere Le ultime lettere di Jacopo Ortis. Si arruolò nella Guardia Nazionale combattendo con i francesi.
Dopo la vittoria di Bonaparte andò in molte città. Nel 1808 fu nominato professore di eloquenza all’Università di Pavia.
Nel 1812 Ugo Foscolo si trasferì a Firenze, si dedicò alla poesia, nel 1813 Foscolo tornò a Milano mettendosi come ufficiale al servizio del vicerè per mantenere l’indipendenza.Gli austriaci gli proposero di collaborare ma egli preferì l’esilio.
Morì nel 1827 a Londra perseguitato da creditori.

Ugo Foscolo, poesie: Foscolo opera nel periodo napoleonico. La sua produzione comprende vari generi letterari, dal romanzo alla lirica, al teatro. In queste opere, Foscolo essendo un neoclassicista, si intrecciano tendenze neoclassiche volte alla ricerca di equilibrio, armonia che si rifà all’antichità classica e dell’imitazione dei greci e romani ed è anche un anticipatore del romanticismo. Le tendenze neoclassiche si intrecciano con quelle preromantiche caratterizzate dalle passioni, espressioni di forti sentimenti. Importanti sono le traduzioni di opere classiche o i saggi di critica letteraria. Ugo Foscolo coinvolto intellettualmente ed emotivamente nelle vicende dell’Italia e di Venezia prese spunto dagli eventi politici e militari che caratterizzavano periodo storico travagliato.
1798:Le ultime lettere di Jacopo Ortis:romanzo epistolare autobiografico incentrato su due temi:
1)passione politica deluso dal trattato di Campofornio del 1797
2) sentimento d’amore assimilabile anche nell’opera di Goeth. Foscolo nell’Ortis da libero sfogo alla delusioni di Napoleone e traspone in Jacopo l’amore per Teresa non corrisposto la sua passione per Isabella Roncioni. Questo romanzo subì varie rielaborazioni periodo in cui furono pubblicate varie edizioni.
1803: elaborò Poesie che comprendevano le lodi di espressioni neoclassiche. I sonetti si possono dividere in:
1798-1802 :primi otto ritenuti minori dalla critica,affinità di contenuti con ortis per acceso autobiografismo, ripresa di temi già presenti in Ortis
1802-3: altri otto sono maggiori composti pur riprendendo motivi romantici di impronta ortisiana ma sono caratterizzati da armonia classica e da una compostezza stilistica che li fa rientrare nel neoclassicismo. Lui compone due famose lodi che esaltano la bellezza femminile vista dall’autore come valore assoluto.
A Luigia Pallavicini caduta da cavallo è dedicata alla nobile donna caduta da cavallo su una scogliera. La donna è descritta come una divinità, dea e diventa simbolo della bellezza classica.
La seconda è stata composta per Antonietta Faniani tornata a risplendere della bellezza dopo essere afflitta da una malattia. Celebrata bellezza come serenità per l’uomo.
Ugo Foscolo inizia a scrivere il poemetto Le Grazie, 1822 lo riprese ma rimase incompiuto, questo poema suscitò nei nobili sentimenti negli animi degli uomini compiono un azione civilizzatrice volta a liberare il genere umano dalle passioni terrene, aggressività primitive. E’ un esempio perfetto di neoclassicismo poetica e permette e Foscolo di fuggire dalla realtà per trovare dei valori ideali nel mondo classico antico della mitologia.
1806: scrive Il Carne dei Sepolcri pubblicato nel 1807 ideato in seguito a una discussione che aveva avuto sulla validità dell’editto di Sant Cloud entrato in Italia che vietava per motivi di igiene di seppellire i cadaveri all’interno delle chiese e stabiliva che i cimiteri fossero posti fuori dalle mura delle città. L’editto prescriveva che le tombe fossero tutte uguali e solo in caso di uomini illustri potevano valutare se porre sul sepolcro due righe.Si fondono i due aspetti principali della poesia di Foscolo, intimo che caratterizza i sonetti.
Il tema centrale del Carme è l’importanza del culto dei morti e delle loro tombe ma non in senso religioso ma in un senso civile, laico. Secondo Ugo Foscolo la memoria degli uomini illustri deve portare l’uomo a crescere.
A Ugo Foscolo vengono attribuite 3 tragedie:
-Trieste, incentrata sulle tematiche della morte e dell’esilio che successivamente riprese nello Jacopo Ortis e ispirate al modello Alfieriano
- Ajace, trattava il tema della cortesia per l’eredità delle armi di Achille e riguarda l’epica classica alle minacce, non accetta che le armi di Achille passassero in eredità ad Ulisse e le pretendeva Ajace che si suicida. Lui rappresenta la virtù che si rifà ad Agamennone che fa scattare l’ira di Achille quando pretende la concubina di Achille che si ritirò dal campo, che viene assimilato come Napoleone.
-la Ricciarda incentrata su tematiche amorose. L’ammirazione di Foscolo per i classici è fondata sulla traduzione e interpretazione di testi. Si dedica allo studio e alla traduzione Il De Reum Natura ( natura delle cose in latino).

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Linguaggio :
-è aulico, vuole rendere immortale la bellezza della donna in cui trasforma Diana e Venere in divinità immortali.
pubblico e civile e quello privato
-poesia assume una funzione eternatrice proiettando la bellezza in una dimensione infinita.

Pensiero e poetica:
-carattere passionale che lo portava a vivere delle forti delusioni, partecipò alle vicende del suo tempo intellettualmente e emotivamente. Le sue opere sono autobiografiche.
-Pone confronto gli ideali e condizione reale dell’ uomo nella storia che erano contrapposti ai valori ideali. Come tanti altri intellettuali Foscolo visse profondamente il messaggio spirituale che deriva dalla teoria che il mondo e il uomo avevano un ciclo di vita limitato che si conclude con la morte.
-scorrere del tempo porta a vicende storiche cosicchè le opere degli uomini vengono distrutte dal tempo. In questo processo la vita individuale di ciascuno risulta essere effimera destinata a durare poco
-ricerca di uno scopo dell’esistenza umana, fu influenzato dal pensiero di Gian Battista Vico che credeva che il mondo fosse sottoposto a un processo di trasformazione che puntava volto al progresso. In questo senso l’esistenza umana è destinata alla condizione bestiale alla civiltà e da ciò deriva l’importanza dello studio della storia e del culto dei grandi in grado di incitare negli animi a imprese storiche e a ispirare ad opere elevate di qualsiasi tipo.
- Giunge ad una conclusione: la caducità della vita può essere riscattata dalla sopravvivenza di alcuni nobili ideali resi eterni dalla poesia. L’eternità viene resa dalla poesia. In Foscolo vi è una sorta di idealismo in contraddizione con il materialismo meccanicistico influenzato a causa della circolazione delle idee illuministiche. Questa prospettiva idealistica si alterna in Foscolo però anche ad un cupo pessimismo indotto dal materialismo e dalla meditazione sul suo tempo, tristi vicende storiche che lo porteranno alla solitudine ed esilio. Lui diventa perla generazione romantica Il vate che è il profeta che indica gli ideali della vita. L’eroe perdente che propone di credere nell’illusione di una sopravvivenza umana dopo la morte attraverso il perdurare dei valori e del perpetuarsi della memoria.

Ideali:
-libertà, concepita come conquista che comporta l’impegno e la partecipazione dell’ individuo.
-patria intesa come una nazione libera da qualsiasi governo assolutistico, da qualsiasi oppressore.
-gloria che si ottiene attraverso il forte sentire e l’azione magnanima.
-amore, gli affetti famigliare, la bellezza.
Questi valori positivi non hanno un fondamento oggettivo nella vita del uomo ma sono motivo di consolazione.

Funzione della poesia: Secondo Foscolo la poesia ha una funzione di celebrare e rendere eterna gli animi e gli uomini che hanno difeso nel corso della loro esistenza. La poesia diventa una strumento anche di educazione morale e civile e assume funzione didascalica, superando conflitto per creare un mondo di serenità e armonia. Alla poesia vanno riconosciute tre funzioni fondamentali:
-Funzione eternatrice della poesia
-Civilizzatrice: armonia con cui espressi gli ideali portano gli uomini a coltivarli
-Rasserenatrice e consolatoria sollevando l’uomo per appagarlo nel suo bisogno di perfezione e di assoluto.
Affermò questi principi in un'opera: Principi di critica poetica, descrizione dell’epoca in cui visse Foscolo.

Ugo Foscolo, riassunto


Vita e opere: Nacque nel 1778 nell'isola greca di Zacinto(Zante)da padre veneziano e madre greca. Nel 1792 si trasferì a venezia dove approfondì la lettura dei classici e dei grandi filosofi. Molto giovane il poeta si incominciò ad appassionare alla politica, ed appoggiò con entusiasmo Napoleone Bonaparte, nella speranza che riuscisse a creare una nazione libera ed unita.
Dopo il trattato di campoformio, Napoleone, cedette Venezia all'Austria e Foscolo, deluso da questa decisione, si rifugiò per un po' di tempo sui colli euganei.
Qui compose il romanzo epistolare intitolato "Le lettere di Jacopo Ortis".
Le composizioni di Foscolo rispecchiano sempre questi ideali: l'amore per la politica e i tormentoni amorosi
Dopo l'ingresso delgli Austriaci a Milano, Foscolo, decise di andare in esilio volontario in Svizzera e poi in Inghilterra dove in seguito morì nel 1827.

Pensiero: Egli è considerato il massimo rappresentante del Neoclassicismo, ma anche l'anticipatore di un nuovo movimento culturale detto "Romanticismo"
Le prime parti delle composizioni di foscolo rispettano aspetti Preromantici (inquietudine e tormento), in seguito invece si accostano ad aspetti Romantici veri e propri.
Nelle sue opere ricerca sempre la perfezione formale.
I temi dominanti sono come ho già detto: la passione per la politica e la passione amorosa.
Le opere però hanno un fondo di pessimismo, però a questo pessimismo l'uomo può reagire con le "illusioni foscoliane" che sostengono sempre gli ideali dell'amore, della giustizia, della bellezza e della libertà. La poesia traduce queste illusioni in una forma d'arte che fa rivivere gli antichi miti per illuminare di bellezza e di armonia il presente.

Le opere di maggior importanza: Le lettere di Jacopo Ortis, All'amica risanata, Le odi, dei sepolcri, a Zacinto, alla sera; sono le opere di maggiore importanza.

Ugo Foscolo, sintesi


Vita:: La personalità di Ugo Foscolo è all’insegna della contraddizione, oscilla tra stati d’animo opposti, e la sua poesia porta i segni di questo squilibrio e della nuova condizione di intellettuale, che fa i conti con la propria autonomia.
Ugo Foscolo nasce nel 1778 a Zante, un’isola nello Ionio, allora appartenente alla repubblica Veneta. La nascita in un’isola legata alla cultura greca ha un certo rilievo nell’amore per il mondo classico. Nel ’93 raggiunge la madre a Venezia, è un adolescente ma alla lingua materna, il greco, aggiunge preso un possesso profondo dell’italiano e delle grandi lingue classiche. Ha modo di farsi apprezzare nei prestigiosi ambienti letterari veneziani. Si impegna a favore della Francia rivoluzionaria ed è costretto a lasciare la città. Quando Napoleone cede Venezia all’Austria con il trattato di Campoformio, le posizioni ideologiche del giovane poeta falliscono. Si sposta a Milano e pubblica le “Ultime lettere di Jacopo Ortis”, l’ode “A Luigia Pallavicini caduta da cavallo”. Tra il 1802-03 pubblica varie edizioni delle “Poesie”: che comprende 12 sonetti e 2 odi. Nel marzo del 1805 conosce a Parigi Manzoni, incontra Pindemonte, al quale dedica il poemetto “Dei Sepolcri”. Viene nominato professore di eloquenza latina e italiana all’università di Pavia. Foscolo passa da una polemica all’altra, viene censurata la tragedia “Ajace” poiché vengono ravvisati riferimenti polemici a Napoleone e al governo francese.
Dopo la sconfitta di Napoleone a Lipsia , si dedica alla difesa del regno Italico nella sollevazione di Milano. Fugge in esilio, prima in Svizzera, poi in Germania e infine in Inghilterra. Sarà il periodo più duro per il poeta in cui emergono i due aspetti della sua personalità: il rispetto dei propri ideali e la dignità nella vita; e la ricerca del lusso e il temperamento polemico. Ai problemi di salute si aggiungono problemi economici, viene aiutato dalla figlia e dai pochi amici, ciò nonostante riesce a produrre una quantità di scritti: Lettere dall’Inghilterra, ultimi ritocchi dell’Ortis, le Grazie, la Lettera apologetica (appassionata difesa della propria coerenza politica). Muore nel settembre del 1827.
Dall’illuminismo Foscolo deriva una visione laica della storia e della società, nonché una solida prospettiva materialistica. Vede l’intellettuale una coscienza collettiva. Politicamente assume i tratti di un inquieto giacobinismo e di una carica pessimistico-negativa nei confronti delle strutture sociali esistenti. Egli attribuisce alla poesia la gestione eroica dei grandi valori di civiltà (Parini) e inoltre critica il potere reale e la borghesia per la loro incapacità di trasformare i valori particolari in valori generali (Parini e Alfieri).

Le Ultime lettere di Jacopo Ortis: La composizione di quest’opera impegnò il poeta dai diciott’anni per tutta la vita, la versione definitiva apparve a Londra nel ’17. Dall'adolescenza alla maturità, nel corso delle diverse redazioni, le lettere che il ribelle Jacopo indirizza all'amico Lorenzo Alderani, vanno così adeguandosi al mondo interiore dello scrittore e alla sua vitalità passionale impetuosa e desiderosa di imporre il proprio individuale «sentire». E Jacopo appare sì un tragico eroe alfieriano, ma un eroe alfieriano che con tutta la sua assoluta ansia di libertà contro la tirannide, scende dalle remote e mitiche scene, e viene a vivere e a morire nell'Italia borghese, prosaica e antieroica dell'ultimo Settecento. Al tramonto del mito napoleonico e delle grandi speranze libertarie e ugualitarie, il tragico scontro con i limiti imposti dalla realtà presente si consuma, infatti, in un'Italia «schiava, denudata, venduta» e in una società storica e umana «foresta di belve». Sono costituite de una raccolta ordinata di lettere indirizzare da Jacopo all’amico Lorenzo Alderini, e alcune all’amata Teresa e ad altri. La vicenda si snoda tra delusioni politiche e amorose e termina con il suicidio del giovane Jacopo. La sintassi è percossa da continue esclamazioni, per favorire la complicità con il lettore.

I Sonetti e le Odi: Il canzoniere comprende 12 sonetti e 2 odi composti tra i venti e i venticinque anni. L’ode a Luigia Pallavicini caduta da cavallo si ricollega al gusto arcadico, All’amica risanata, dedicata all’amante del poeta, è caratterizzata da una sensualità malinconica e da una raffinatezza neoclassica, la bellezza della donna corrisponde alla bellezza della poesia. Il modello del canzoniere è senza dubbio simile a quello petrarchesco, ma risulta decisiva la lezione pariniana per le odi e quella di Alfieri per i sonetti. I temi sono vari: amoroso, politico-culturali, e la tendenza all’autoritratto, e la psicologia foscoliana all’insegna tra tensione e conflitto che si percepisce nei 4 sonetti ultimi: Alla Sera, A Zacinto, Alla Musa e In morte del fratello Giovanni.

Le Grazie : In quest’opera le due tendenze della poesia foscoliana risultano divise e non complementari, come accade invece nella produzione delle grandi opere. Le due tendenze sono: il confronto diretto con il presente(produzione civile) e la fuga verso un’idea astorica e assoluta dell’arte (scrittura raffinata). A cause del rientro a Milano e dei burrascosi eventi, il poema rimase incompiuto. È strutturato in tre parti, tre inni distinti: a Venere, a Vesta e a Pallade. Il primo dedicato all’apparizione di Venere nel mare greco e delinea la nascita della civiltà greca classica. Il secondo inno a Vesta rappresenta il passaggio delle Grazie dalla Grecia all’Italia, il poeta raduna tre donne a Firenze, celebrando la bellezza della civiltà italiana. Nel terzo inno, che si presenta più degli altri in forma di abbozzo, descrive la fuga delle Grazie nella mitica Atlantide, per l’imbarbarimento degli uomini e il degradamento del mondo. Emerge un sentimento tragico della negatività del presente, della precarietà della condizione umana, e la bellezza serva a dare coerenza al passato, riscatto al presente e senso al futuro.

Dei Sepolcri: La composizione del carme avviene tra il 1806 e il 1807. Proprio in quel periodo viene esteso all’Italia l’Editto di Saint-Cloud, il quale stabiliva il divieto di seppellire i morti all’interno delle zone abitate e l’obbligo di prevedere la sepoltura in cimiteri extraurbani. L’idea di questa nuova opera nacque molto probabilmente per suggestione da una discussione avuta con Pindemonte (dedicatario dell’opera, che scrive un testo simile) e con altri amici sul tema delle sepolture.
Il testo può essere considerato un carme, una raccolta di epistolae o un poemetto filosofico. È costituito da 295 endecasillabi, ed è divisibile in quattro parti. Nella prima parte affronta il tema dell’utilità delle tombe e dei riti dedicati ai morti. Chiarisce l’inutilità dal punto di vista materialistico e laico ma sottolinea il senso legato alla dimensione sociale dell’uomo e ai superstiti che lo piangono e lo ricordano (porta l’esempio di Parini che non è stato seppellito come meritava). Nella seconda parte descrive i vari culti nel corso della civiltà. La terza parte tratta il significato pubblico e privato, come le tombe dei grandi comunicano il loro esempio per stimolare i superstiti a proseguire l’opera (esempio di Alfieri). La quarta parte, conclusiva, è introdotta da un esempio mitico: il mare depose sulla tomba di Ajace le armi di Achille. Una funzione centrale è assegnata alla poesia, che come la tomba celebra le virtù presenti e antiche per conservare il ricordo.

Biografia e opere di Foscolo


La vita di Ugo Foscolo: Ugo Foscolo nasce nel 1778 a Zacinto, isola ionica sotto il dominio della Repubblica di Venezia. Suo padre è veneziano e sua madre greca.
Quando muore il padre, nel 1792, la famiglia si trasferisce a Venezia.
Qui Ugo Foscolo sente il fascino delle idee nate dalla rivoluzione francese e diviene un convinto sostenitore della politica di Napoleone Bonaparte: rimane però profondamente deluso quando l'imperatore francese cedette Venezia agli austriaci in seguito al trattato Campoformio.
Costretto ad abbandonare Venezia, si trasferisce prima a Milano poi a Bologna e Firenze, poi di nuovo a Milano.
Sebbene critico nei confronti di Napoleone, non vedendo alternative migliori, continua a sostenerlo combattendo come ufficiale di cavalleria nell'armata francese.
Nel 1808 diventa professore di letteratura all'Universita di Pavia. Nel 1814, dopo l'esilio di Napoleone all'Elba e la caduta del Regno d'Italia, preferisce allontanarsi da Milano, tornata sotto il dominio austriaco e si rifugia prima in Svizzera poi in Inghilterra. Lontano dall'Italia, povero e malato, trova conforto nella figlia Florian, nata da una breve relazione con una inglese, e nell'attività letteraria.
Ugo Foscolo muore in un villaggio presso Londra nel 1827. Nel 1871 le sue spoglie vengono portate a Firenze e oggi riposano nella chiesa di S.Croce dove sono sepolti molti grandi personaggi della cultura Italiana.

Pensiero di Ugo Foscolo


Niccolò Ugo Foscolo (Zante 1778 - Londra 1827), uno dei massimi poeti italiani del sec. XIX, riflette nella sua opera e nella sua vita il critico momento di passaggio della cultura europea e italiana dall'illuminismo al romanticismo. Di qui il suo difficile tentativo di mediazione tra un intimo e appassionato romanticismo e la ricerca di equilibrio e serenità, tra la formazione filosofica settecentesca e la nascente sensibilità artistica romantica, peraltro mitigata dal culto della bellezza e dell'armonia che gli derivava dallo studio dei classici. Considerato la più viva espressione del neoclassicismo letterario italiano, Foscolo fu stimato anche come maestro di vita ed esempio di dignità e patriottismo dai maggiori esponenti del Risorgimento come Cattaneo, Mazzini e più tardi il critico F. De Sanctis.
Vita e opere. Di famiglia veneziana, Foscolo nacque a Zante, isola dell'arcipelago greco, che resterà la sua patria ideale e fonte ispiratrice della sua poesia. Dopo aver compiuto gli studi a Zante e a Spalato, nutrendosi dei classici greci e latini e dei filosofi settecenteschi, si trasferì a Venezia, cominciando ben presto a comporre versi di ispirazione arcadica o romantica, come i versi sciolti del poemetto Al sole (1797). Nello stesso anno fece rappresentare con successo la prima tragedia, di ispirazione alfieriana, Tieste, ma nell'aprile fu costretto a lasciare Venezia per rifugiarsi a Bologna, a causa dei suoi atteggiamenti ostili alla oligarchia veneta. Qui scrisse l'Ode a Bonaparte liberatore e, per dimostrare attivamente la propria adesione agli ideali nuovi, si arruolò nell'esercito della Cispadana, tornando nella Venezia repubblicana. Ma dopo il trattato di Campoformio con il quale Napoleone cedeva Venezia all'Austria andò nuovamente in esilio. La delusione politica, unita all'ardente passionalità amorosa, costituirono il nucleo tematico del romanzo epistolare Le ultime lettere di Jacopo Ortis, iniziato nel 1798 e terminato nel 1802. Primo esempio di romanzo moderno nella storia letteraria italiana, costruito sul modello della Nouvelle Héloïse di J.J. Rousseau e dei Dolori del giovane Werther di W. Goethe, esso contiene tutti i motivi della poesia foscoliana, dalla passione politica e civile al culto della bellezza rasserenatrice, dall'amore per la patria all'amore per la donna, e mette in evidenza quel contrasto tra cuore e ragione che attraversa tutta l'opera di Foscolo, nel tentativo di mediazione tramite il mito delle "illusioni", cioè dei più alti ideali che sopravvivono eternamente nella poesia. In questi anni il poeta iniziò la composizione di un'opera a carattere autobiografico, rimasta incompiuta, Il sesto tomo dell'Io, mentre partecipava a varie battaglie, distinguendosi nella difesa di Genova contro gli austriaci. A Genova scrisse l'ode A Luigia Pallavicini caduta da cavallo che, insieme alla seconda ode All'amica risanata, dedicata all'amante milanese Antonietta Fagnani Arese, canta la potenza rasserenatrice della bellezza, il cui carattere effimero è mitigato dalla poesia che dura in eterno. Le due odi furono pubblicate nel 1803 insieme a dodici sonetti, nei più maturi ed originali dei quali (Alla Musa, A Zacinto, In morte del fratello Giovanni, Alla sera) il poeta aveva felicemente tentato di assopire "quello spirto guerrier ch'entro [mi] rugge", cioè la passionalità e il dissidio interiore, nel nitore e nella limpidezza del dettato poetico, così come nelle Odi, dove però l'esercizio stilistico prevaleva nella rievocazione di miti classici. Dopo il soggiorno a Milano, nel 1804 Foscolo seguì l'armata italiana di Napoleone in Francia, dove restò fino al 1806, a Boulogne e a Valenciennes. In quegli anni si dedicò alla traduzione dell'Iliade, della Chioma di Berenice di Callimaco e del Viaggio sentimentale di L. Sterne che fu per lui magistrale esempio di bonaria e ironica saggezza, distante dalla furia delle passioni.
Alla traduzione di Sterne il poeta premise la Notizia intorno a Didimo Chierico, inventando un personaggio che, come Jacopo Ortis, rappresenta un alter ego foscoliano e concretizza la maturazione del poeta verso un atteggiamento più distaccato e sorridente, in cui le passioni, mai spente, traspaiono però come "calore di fiamma lontana".
Grazie a questo nuovo equilibrio interiore nasce il capolavoro foscoliano, il carme I Sepolcri, composto a Milano, ma pubblicato a Brescia nel 1807, contemporaneamente al Nuovo esperimento di traduzione dell'Iliade. In questo carme civile in endecasillabi sciolti, Foscolo ribadisce il valore delle illusioni di contro al pessimismo materialistico: la tomba, inutile per i morti, è tuttavia per i vivi testimonianza degli affetti familiari, segno di civiltà e soprattutto incitamento a egregie imprese col ricordo della gloria dei grandi e fonte di ispirazione per i poeti che canteranno, come Omero, le gesta degli eroi con una voce che saprà vincere il silenzio anche quando il tempo avrà distrutto le tombe.
Nel 1808 Foscolo ottenne la cattedra di eloquenza all'Università di Pavia, ma fece appena in tempo a leggere la prolusione Dell'origine e dell'ufficio della Letteratura e a tenere cinque lezioni, che la cattedra fu soppressa.
Dopo la rappresentazione senza successo della seconda tragedia, Aiace (1811), Foscolo si trasferì a Firenze dove rimase due anni, trascorrendo il periodo più sereno della sua vita, pieno di rinnovato fervore creativo: compose infatti la terza tragedia, Ricciarda, e cominciò a lavorare all'incompiuto poema Le grazie, nei cui frammenti è testimoniato il definitivo approdo foscoliano nelle regioni della poesia e delle illusioni raffigurate attraverso la contemplazione di miti classici. Ritornato a Milano nel 1813 vi restò fino al 1815, quando al ritorno degli austriaci, prima di prestar giuramento al nuovo regime in qualità di capitano dell'esercito, preferì lasciare la città e rifugiarsi in Svizzera, dove pubblicò i discorsi Della servitù d'Italia, ristampò l'Ortis, e scrisse l'Hypercalypseos, satira contro i letterati italiani. Nel 1816 si trasferì a Londra dove visse fino alla morte con la figlia: dapprima agiatamente, poi, anche a causa della vita dispendiosa, costretto a lavorare assiduamente scrivendo articoli di critica letteraria (sulla Commedia, sul Decamerone, sul Petrarca, saggi che segnano la nascita della moderna critica letteraria italiana) e dando lezioni private. Morì perseguitato dai creditori e ormai caduto in disgrazia. Sepolto in un cimitero di un sobborgo londinese, le sue ossa furono tumulate nel 1871 nel tempio di S. Croce a Firenze.
Testimonianze critiche. La personalità e l'opera foscoliane, l'una così vitale e tormentata, l'altra così estranea agli schemi correnti, profondamente rivoluzionaria e preromantica, suscitarono nei contemporanei un misto di ammirazione e di incomprensione: basti citare per tutti il giudizio di Pietro Giordani sui Sepolcri, definiti "fumoso enigma". Intanto si veniva creando il mito risorgimentale del Foscolo, grazie soprattutto all'interpretazione di Giuseppe Mazzini che sottolineò il significato storico della sua poesia ed esaltò la sua funzione di vate civile e patriottico, ponendo le basi per la successiva fondamentale analisi di Francesco De Sanctis, con lo studio nuovo della personalità del poeta alla luce della sua vocazione e con una reinterpretazione del suo classicismo e delle sue contraddizioni come espressione di un'epoca di feconda crisi. Successivamente una messe di studi eruditi, filologici e biografici poco aggiunse alla valutazione dell'opera del poeta veneziano, mentre la critica novecentesca, a partire dai saggi di E. Donadoni, con i contributi di B. Croce, G. De Robertis, A. Momigliano, L. Russo, W. Binni e altri, ha concentrato la propria attenzione su alcune questioni fondamentali: il rilievo dell'Ortis come depositario di tutti i temi fondamentali della poetica foscoliana; l'importanza del momento "sterniano" nell'evoluzione dello stile e della poetica; la posizione storica in relazione con i grandi poeti del neoclassicismo romantico europeo (Hölderlin, Keats, Shelley); il problema dell'unità dei Sepolcri; la rivalutazione delle Grazie come momento culminante dell'itinerario artistico foscoliano; infine l'importanza della critica letteraria del Foscolo come iniziatrice della tradizione critica italiana.

Autori che hanno contribuito al presente documento: $Ashley$, simasimo, StudentsTecnico, martinademagri95, Yaschin.
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