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Solcata ho fronte


Testo


Solcata ho fronte, occhi incavati intenti;
Crin fulvo, emunte guance, ardito aspetto;
Labbro tumido acceso, e tersi denti,
Capo chino, bel collo, e largo petto;

Giuste membra, vestir semplice eletto;
Ratti i passi, i pensier, gli atti, gli accenti;
Sobrio, umano, leal, prodigo, schietto;
Avverso al mondo, avversi a me gli eventi.

Talor di lingua, e spesso di man prode;
Mesto i più giorni e solo, ognor pensoso,
Pronto, iracondo, inquieto, tenace:

Di vizi ricco e di virtù, do lode
Alla ragion, ma corro ove al cor piace:
Morte sol mi darà fama e riposo.

Commento


Il modello è alfieriano, anche egli scrisse un autoritratto. Foscolo scrive nel suo narcisismo, nella sua fissazione di costruire un personaggio.
Temi:
-proiezione autobiografica
-morte (datrice di fama e riposo, unico strumento per raggiungere la pace interiore)
Inizia con una descrizione fisica che rimanda a qualcosa di intimo, non solo all'aspetto esteriore, scrive “solcata ho fronte”, ma quando scrisse questo sonetto aveva solo 24 anni, quindi non poteva avere segni d'età, ma vuole evidenziare la riflessione, l'atteggiamento meditabondo e chiuso in se stesso, l'anastrofe enfatizza ancora di più il pensiero. L'enumerazione è la figura retorica principe di questo sonetto.
Ai versi 12 e 13 c'è un passaggio molto importante, Foscolo descrive la sensibilità romantica in un temperamento portato al talento per il classicismo.
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