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Foscolo - Dei Sepolcri

Prima parte
Foscolo pone in epigrafe una citazione di una legge delle 12 Tavole, la quale manifesta la sacralità del defunto. Questo testimonia l’importanza del culto dei morti già agli albori della civiltà romana (451 a.C).
vv. 1-15: sono caratterizzati da due domande retoriche (la prima nei primi tre versi e la seconda fino al v. 15) che hanno una risposta negativa e che vogliono evidenziare l’inutilità del sepolcro per il defunto.
v. 16: volo pindarico per passare ad un altro argomento.
v. 17: anche la Speranza evita il sepolcro, perché per un morto non c’è più speranza non essendoci più futuro.
vv. 18-22: materialismo foscoliano: il tempo distrugge tutto. “Di moto in moto”
v. 20: tempo ciclico della natura travolge il tempo lineare dell’uomo.

Temi: amicizia, amore, esilio.
v. 3: ove/da ubi, ossia, dove/quando.
È presente una serie di enjambment, con cui si crea un ampio movimento sintattico (si coniuga con l’ipotassi e con un discorso filosofico).
vv. 10 e 12: spirto è una forma sincopata.
v. 23: "Ma” fortemente avversativo. Foscolo inizia a cambiare idea. Con il sepolcro il defunto può continuare a vivere nella mente dei suoi cari, suscitando il ricordo e la cura della tomba.
v. 29: Celeste, ossia sovrannaturale, sovraumana.
Grazie alla tomba si crea con i cari una “corrispondenza di amorosi sensi”.
vv. 38-40: vengono elencate le caratteristiche che deve avere una tomba.
Temi: immortalità, patria, terra-madre, amicizia (v.39).
v.38: profano piede del volgo: Foscolo è contro l’editto di Saint-Cloud, a causa del quale le tombe senza nome potrebbero essere calpestate inconsapevolmente e profanate.
C’è anche una concezione elitaria della storia: essa è fatta solo dai grandi uomini, dai quali il popolo (qui descritto di spregiativamente) deve prendere esempio.
v. 41: Foscolo dice che è importante instaurare una rete di affetti in vita così che la tomba avrà sempre qualcuno che si prenderà cura di essa.
vv. 45-46: due diverse concezioni religiose (pagana e cristiana)
vv. 49-50: l’uomo empatizza con la natura e in essa sembra continuare a vivere.
v. 51: Per è una transizione; per nuova legge si intende l'editto di Saint-Cloud.
v. 54: Parini è definito “sacerdote” sia perché è realmente un clericale sia nella concezione di liricus vates.
Talìa: musa della poesia satirica.
Parini, avvalendosi dell’ispirazione di Talìa, ha fatto crescere un alloro (metafora per la grande opera poetica “Il Giorno”).
v. 58: Sardanapalo sta per giovin signore.
v. 62: morto Parini è morta anche la musa della poesia satirica.
“Spirar l’ambrosia” è un riferimento classico (l’ambrosia era il nettare degli dei).
vv. 64-65: riferimento all’esilio.
v. 66: “tiglio” è un riferimento intertestuale a Jacopo Ortis che incontra Parini tra i tigli.
vv.70-72: Foscolo pensa che la musa vada in cerca di Parini, non trovando però la tomba.
v. 73: inizia la critica alla città di Milano, che non ha offerto a Parini una tomba degna del suo nome.
vv. 73-75: ombre (albero), pietra (lapide), parola (epigrafe). Sono elementi che si riferiscono alle caratteristiche che per Foscolo una tomba deve avere.
v. 76: a causa delle fosse comuni le ossa di Parini si potrebbero confondere con quelle dei ladri.
vv. 78-88: versi che rimandano alla poesia cimiteriale inglese (Young, Gray). In Inghilterra verso fine ‘700 - inizio ‘800 si diffuse la poesia cimiteriale, caratterizzata da toni lugubri. Foscolo ripropone quell’atmosfera in questi versi. Il poeta adotta questa tecnica per criticare e disprezzare l’uso delle fosse comuni.
v. 82: l'ùpupa è un uccello diurno che viene citato da Foscolo o per errore o per la cupezza nel nome.
v. 87: rugiada = collegamento intertestuale (acqua in “A Zacinto”)
v. 86: “obbliate” è un riassunto dei versi precedenti.
vv. 89-90: la tomba sarà curata solo se si è creata un’eredità di affetti.

Seconda parte
La seconda parte è incentrata sul valore civile della tomba (paragoni età classica – medioevo, Italia – Inghilterra)

Terza parte
La terza parte si apre con l’inno a Firenze; visione della tomba con valore paradigmatico (vista come modello)

Tutte le tombe dei grandi sono conservate in Santa Croce a Firenze. Chiunque vada in S. Croce non può non trarre ispirazione, vedendo così alti ingegni: l’Italia non può che essere una nazione libera.
1) Machiavelli: interpretazione obliqua del “Il Principe”. Il trattato è stato scritto in maniera sui generis, poiché Machiavelli consiglia al principe di comportarsi in maniera subdola e immorale pur di mantenere saldo il potere. Secondo l’interpretazione obliqua, Machiavelli ha scritto l’opera per il popolo, così da metterlo in guardia dai comportamenti del Principe.
2) Michelangelo Buonarroti: cita la cappella Sistina. Essendo Foscolo materialista, utilizza le parole “dei” e “celesti” al posto di Dio e Paradiso.
3) Galileo Galilei: mentre gli italiani avevano fatto abiurare Galileo, Newton venne valorizzato dagli inglesi.

vv. 165-172: esplicito inno a Firenze.
Allitterazione “l” (liquida): ha la funzione di porre l’accento sulla luminosità (chiara: pregiata, famosa) della luna su Firenze.
4) Dante: è definito ghibellino nonostante fosse guelfo perché era della fazione dei guelfi bianchi (i quali sostenevano che Papa e imperatore avevano un potere di uguale importanza).
5) Petrarca: nasce ad Arezzo da genitori fiorentini e guelfi bianchi. È citata Calliope, musa della poesia epica (la poesia per eccellenza). Petrarca è definito il primo poeta moderno, quindi poeta per eccellenza.
Venere Celeste: amore spirituale (cavallo bianco).
Venere terrestre: amore sensibile (cavallo nero).
Petrarca ha reso l’amore carnale in amore spirituale. Petrarca ha una concezione moderna dell’amore, a differenza di quello di Dante (amore è Dio).
v. 180: Ma: la cosa che rende più beata Firenze sono le tombe che hanno reso grande l’Italia.
vv. 184-185: polisindeto che rimarca tutto quello di cui l’Italia è stata privata.
v. 182: critica di non aver organizzato un forte esercito riferimento al fato, che porta gli uomini ad alternarsi al potere.
vv. 186-188: versi cerniera per l’introduzione di Alfieri. Contengono il significato della tomba con valore paradigmatico  dalle tombe dei grandi si dovrebbe trarre ispirazione
Alfieri è chiamato per nome perché ha una personalità simile a quella di Foscolo, mentre per Parini c’è una certa riverenza. Alfieri viene ritratto in “isolamento”, per il suo senso di superiorità.
Parini: ritratto del poeta civile;
Alfieri: ritratto della personalità.
v. 198: volo pindarico. Foscolo riprende l’esempio della battaglia di Maratona, in cui le polis greche si riuniscono per combattere il grande nemico persiano.
v. 201: per combattere il nemico ci vuole valore bellico e ira (che deriva dalla dignità di affermare la propria indipendenza).

Quarta parte
Idea della morte come giusta dispensiera di glorie (vv.221-222). Foscolo si avvale di un esempio mitologico: Aiace Telamonio, dopo aver perso le armi di Achille sottrattegli da Ulisse, si uccide. Dopo la sua morte, il mare trasporta le armi di Achille sulla tomba di Aiace.
La vita dell’individuo può non terminare con la morte, la sua figura può essere rivalutata post-mortem.
Ci sono riferimenti all’esilio. Da esule Foscolo chiede aiuto alle Muse affinché lo aiutino nella composizione di una poesia civile.. Come esempio di ciò, Foscolo ripercorre le tappe della guerra di Troia e presenta i troiani vinti, nella figura delle donne divenute schiave concubine. Presenta la figura di Cassandra, destinata a predire il futuro e non essere mai creduta (v.258).
Cassandra profetizza la fine di Troia ma anche la venuta di Omero che renderà immortale la guerra di Troia.
v. 280: perifrasi per Omero
v. 128: Omero sacro vate renderà eterni i principi greci, dopo aver “ascoltato” le tombe.
Il canto si chiude con Ettore (il vinto). C’è l’idea di guardare alla storia da ambedue le parti e celebrare chi ha gettato sangue per difendere la patria.
Ultimi versi: struttura circolare (sole all’inizio, sole alla fine). Il sole è una sorta di ossimoro per le sventure umane.

Con I Sepolcri si ha il superamento del nichilismo foscoliano. Foscolo non è nichilista, ma trova nelle illusioni la cosa per cui vale la pena vivere.

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