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Ugo Foscolo credeva che solo grazie alle illusioni l’uomo può vivere la propria vita divenendo eterno negli ideale di chi vive dopo di lui. Queste illusioni possono essere considerate su un piano collettivo poiché rafforzano l’identità etico - culturale di una comunità. Nell’arte letteraria il ricorso alla fantasia serve ad attivare processi immaginativi che eliminano la noia e si basano sui sensi al fine di educare l’uomo. Foscolo si era alimentato delle speranze di libertà che la Rivoluzione francese e Napoleone avevano diffuso. In seguito alla resa di Venezia all’Austria egli rimane fortemente deluso e sostiene che nella storia non ci sia spazio per gli ideali ma solo per la logica di potere. Il suicidio di Jacopo Ortis traduce la delusione nei confronti della storia di Foscolo. Nonostante ciò però egli sostiene che può esistere una convivenza civile dal volto umano e nei Sepolcri crea una polemica sull’editto di Saint -Cloud che voleva i cimiteri fuori dalle città e ne approfitta per difendere gli ideali del buon vivere civile. Per Foscolo il compito dell’opera è quello di farsi da tramite di valori ideali elevati. Il letterato deve proporli come modelli imitabili sul piano etico - civile. Propone un ritorno all’antico per trovare le risposte alle contraddizioni personali e storiche del mondo. Secondo Foscolo la letteratura può essere mediatrice tra il potere e la collettività passando attraverso una natura etica e poi estetica. Foscolo cerca di realizzare un’ideale armonizzazione delle proprie motivazioni e degli ideali. Il Neoclassicismo costituiva il veicolo linguistico-espressivo per comunicare contenuti nuovi e moderni,ad esempio l’ode. Foscolo fu molto attento alla lingua italiana,forse proprio perché durante il suo periodo storico si iniziava a misurare l’inadeguatezza della lingua letteraria in Italia che era ancora legata ai modelli trecenteschi. L’incontro con il romanzo di Sterne,Viaggio sentimentale, lo impegna nella traduzione tra il 1805 e il 1813 e in seguito anche a quella dei poemi omerici. Inoltre egli era contro una traduzione troppo letterale sostenendo che per essere ottimi traduttori bisognava diventare traduttori poeti e e quindi mettersi in sintonia con la creazione dell’autore.

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