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UGO FOSCOLO

E' il primo carattere romantico che appare nella storia della letteratura italiana; la sua personalità è caratterizzata da aspetti contrastanti come l'abbandono ai sentimenti della passione che lo accompagnarono tutta la vita e, al contrario, l'esigenza di un ordine, di una disciplina e di un'armonia interiore. Queste caratteristiche, da un lato rispecchiano il segno della nuova sensibilità del romanticismo, dall'altro l'influsso del classicismo.
Nella sua concezione del mondo e della vita, Foscolo segue il materialismo tipico del periodo illuminista, secondo il quale il mondo è fatto di materia sottoposta ad un processo incessante di trasformazione. Anche l'uomo è soggetto alla stessa legge per cui è destinato a disgregarsi e a ritornare materia. Se però gli illuministi ritenevano che il materialismo fosse un motivo di liberazione e di tranquillità dell'uomo, perché lo liberava dalla paura della morte e dalle credenze paurose dell'aldilà, Foscolo ne evidenzia un motivo di disperazione e pessimismo perché per lui l'uomo è prigioniero della materia e una volta compiuto il ciclo vitale piomba nella morte e nel "nulla eterno" come un qualsiasi animale o pianta. Quindi la ragione esaltata degli illuministi come mezzo per ottenere la verità, la libertà, la felicità, è per Foscolo un dono malefico della natura perché ogni giorno ci mette di fronte ai nostri limiti e alle nostre difficoltà per raggiungere la felicità.

Ma Foscolo non soccombe al pessimismo, ma reagisce creando una nuova fede in valori universali che danno un fine e un significato alla vita dell'uomo. Questi valori sono la bellezza, l'amore, la libertà, la patria, l'eroismo, la poesia, l'arte e la gloria. Tutti questi sentimenti vengono chiamati dai materialisti illusioni, ovvero idee astratte, inconsistenti, ma che sono validissime per il poeta perché hanno il compito di legare l'uomo alla vita e dare un senso alla sua esistenza. Tra le illusioni, quella che il poeta ritiene più importante è la gloria, ossia l'ansia tutta romantica di lasciare un segno del nostro passaggio sulla terra "nell'eredità di affetti" che lasciamo agli altri. Quindi all'immortalità trascendente della religione (immortalità dell'anima), Foscolo sostituisce l'immortalità reale dalle azioni degli uomini. Secondo Foscolo non è immortale l'anima dell'uomo, ma sono immortali le azioni che egli compie. Il ricordo di lui vive perenne nel cuore dei parenti e degli amici e, se ha onorato la patria, la scienza e l'arte, vive nel cuore della Nazione e dell'umanità.

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