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Ugo Foscolo:le opere

I sepolcri

È un carme scritto n versi sciolti dedicato a Ippolito Pindemonte. Tema centrale è la poesia sepolcrale: la tomba è per Foscolo il nucleo di un mondo di affetti. Il mondo è materia, così come l’uomo e la sua anima, e la morte è disfacimento totale. Foscolo con la ragione accetta tutto questo, ma lo respinge con il sentimento. Infatti si affida a un ordine umano di affetti che riesce a vincere la morte fermando l’uomo sulle soglie del nulla, stabilendo una corrispondenza di sentimenti tra vivi e defunti. il carme inizia con il dire che le tombe non servono a niente per i defunti, ma procede sostenendo che sono utili per i vivi. Esse hanno un valore civile e patriottico e sono ispiratrici di quella poesia che insegna qualcosa al vivere umano. Con I sepolcri, Foscolo vuole celebrare il concetto dell’illusione. Questo è importante per l’uomo: l’illusione evita di vivere in pieno e in tutta la sua amarezza la dura realtà.

Le Grazie

Sono una specie di storia politica dell’incivilimento umano per l’influsso delle Grazie. Non fu mai completata e mostra un carattere auto biografico unito al gusto classico.
Le odi (2) e i sonetti (12)
Queste opere sono frutto di uno stato d’animo disilluso e di totale sfiducia nei confronti della vita pubblica e conseguentemente rappresentano una sorta di raccoglimento interiore. I sonetti sono molto vicini all’Ortis, perché sono una materia autobiografica: parla della passione amorosa per Isabella Roncioni, esprime le meditazioni fatte sulla propria via e sulla propria indole e ricorda il fratello suicida. Per quanto i sonetti seguano la scia dei classici latini e greci mostrano una sensibilità originale.

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