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In morte al fratello Giovanni

Un dì, s'io non andrò sempre fuggendo
di gente in gente, me vedrai seduto
su la tua pietra, o fratel mio, gemendo
il fior de' tuoi gentil anni caduto.

La Madre or sol suo dì tardo traendo
parla di me col tuo cenere muto,
ma io deluse a voi le palme tendo
e sol da lunge i miei tetti saluto.

Sento gli avversi numi, e le secrete
cure che al viver tuo furon tempesta,
e prego anch'io nel tuo porto quiete.

Questo di tanta speme oggi mi resta!
Straniere genti, almen le ossa rendete
allora al petto della madre mesta.

Parafrasi:
Un giorno io non andrò sempre fuggendo
e tra le altre persone mi vedrai seduto
sulla tua tomba, fratello mio, piangendo
la tua morte nel fiore dei tuoi anni.

La Madre nell'età più anziana, parla di me

davanti al tuo sepolcro,
ma io tendo a voi mie mani
e posso salutarvi solo da lontano

Sento i numi contro di me, e le preoccupazioni
che tormentavano la tua vita,
e prego anche io di ricevere la tua stessa quiete

Questa speranza oggi mi resta!
Genti stranieri almeno ridate il mio
cadavere al cuore della mia triste madre.

1 la poesia può essere divisa in quattro sequenze, individuale e in ciascuna di esse riconosci i temi trattati
- Prima sequenza = è la parte iniziale in cui ricorda il fratello e in cui presenta il tema dell'esilio vorrebbe piangere la morte del fratello seduto sul suo sepolcro, ma non può, questo tema è ancor più triste, perchè la madre è sola.
- Seconda sequenza = il tema della madre che è sola e che immagina mentre parla al figlio morto.
- Terza sequenza = Parla dei numi avversi e della morte come un quiete, da una vita travagliata
- Quarta sequenza = si chiude con la speranza che il suo cadavere sia restituito alla madre.

2. come vengono rappresentati il fratello e la madre?
Il tema principale è quello degli affetti familiari (insieme a quello della fortuna avversa). Il sonetto è dedicato alla memoria del fratello Giovanni Dionigi, tenente dell'esercito che si suicidò nel 1801. La figura della madre appare nel sonetto come figura dolorosa, ella è rimasta sola in età avanzata ed è descritta come una donna che ormai trascina gli anni. Il poeta la immagina in un monologo delirante, mentre parla con il figlio morto "cenere muto" di lui esiliato. Circa la figura del fratello, il poeta sogna di andare un giorno alla sua tomba per piangere la sua morte, e per il momento, impossibilitato ad andare a Venezia, il poeta si limita a tendere le mani da lontano. Il fratello è descritto come un uomo che amava i tavoli da gioco e molto angosciato nel suo intimo, ma anche molto timido e vergognoso, l'autore spera che almeno nella morte il fratello possa trovare la pace. Tutto il sonetto è cosparso da un grande senso di pietà e dolore, sono state deluse tutte le aspettative di Foscolo: quella di un futuro per lui e per il fratello e quella madre che ora è sola e anziana; inoltre appare un'altra tematica romantica e generatrice di sofferenza: continuare a condurre una vita da esule.

3. costruisci il tema del sonetto, la misura e il nome dei versi
Il sonetto è dedicato alla memoria del fratello Giovanni e fin dall'inizio richiama il famoso Carme di Catullo dedicato ad un fratello scomparso. I temi principali sono i seguenti:
- lontananza dalla patria
- esilio
- la morte, che è anche luogo di pace
- sepolcro come memoria al vivo del defunto

Il tema dell'esilio ha un forte valore simbolico serve a Foscolo per accostare la sua immagine a quella di una figura eroica, sfortunata e in quel determinato periodo storico, anche senza una patria e quindi impossibilitato a sentirsi parte di un particolare contesto politico e sociale. L'autore al proposito dirà di sentirsi perseguitato da: “avversi numi” come un eroe classico, anche Foscolo si trova a combattere contro un potere oscuro e superiore. In questa situazione il sepolcro diventa l'unico punto fermo, un luogo di congiunzione con il fratello scomparso.
Nelle prime tre strofe è frequente il tema dell'esilio che annulla questa possibilità di un ricongiungimento familiare. Poi il poeta parla del tema della morte paragonata alla "quiete", la morte non è un annullamento, quando è “lacrimata”, infatti, ha un nesso con la vita.

Il sonetto è scritto in rima e segue questo schema:
ABAB ABAB CDC DCD,
Il sonetto ha un'allitterazione sia consonantica (dominano le consonanti t, r e d) che assonantica. I periodi sintattici sono per lo più paratattici con poche subordinate.

4. I tre gerundi nelle quartine e l' uso enjambement che funzione hanno?
I gerundi indicano la sofferenza della vita, mentre gli enjambements, trasmettono un'idea di meditazione, unita ad una sorta di lamento continuo e sommesso.

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