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-Dei Sepolcri-

Il Carme dei Sepolcri è un’opera scritta da Foscolo; nasce dal filone sepolcrale della poesia nordica, che narrava delle gesta degli eroi, come fece MacPherson, esaltano l’eroe scozzese Ossian.
Dalle zone del Nord Europa, la poesia sepolcrale ha inizio in Italia grazie ad Ippolito Pindemonte, la cui poesia influenzò il “Dei Sepolcri” di Foscolo.
Il ‘Dei Sepolcri’ è un carme, una poesia di una certa lunghezza e complessità d’argomenti che presenta anche diversi ragionamenti; ha forma classicheggiante.
A differenza della poesia nordica incentrata sul mito dell’eroe, Foscolo tratta di argomenti d’attualità: prende l’ispirazione dall’Editto di Saint Cloud per scrivere questo carme, poiché l’editto imponeva che i cimiteri fossero posti all’esterno delle città, per evitare la diffusione di varie malattie; l’editto fu sviluppato da Napoleone per questi motivi igienico-sanitari.

Con l’Editto veniva praticamente impedito a buona parte della popolazione di andare a piangere i propri cari, poiché i cimiteri erano resi meno accessibili se posti al di fuori delle città.
Accanto alla poesia sepolcrale relativa al ricordo dei morti, Foscolo presenta anche una serie di argomentazioni, con analisi del pensiero umano dal punto di vista storico, filosofico: vengono trattati argomenti come la patria o della morte, soprattutto su cosa accade all’uomo dopo questa (tema escatologico).
Viene affrontato anche il tema dell’esilio, legato a quello della sepoltura illacrimata.

I Dei Sepolcri è in versi endecasillabi sciolti, a rima alternata; sono un esempio di poesia evolutiva: parte da un’idea e ne giunge ad una opposta (ad esempio che forse dopo la morte c’è qualcosa).
La lingua e lo stile sono aulici, classicheggianti e complessi.

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