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Tasso, Torquato - Gerusalemme Liberata: Tancredi e Clorinda

Riassunto dettagliato e ben fatto del canto di Tancredi e Clorinda tratto dal celebre scritto di Torquato Tasso, Gerusalemme Liberata

E io lo dico a Skuola.net
Clorinda e Tancredi
La scena si svolge al di fuori delle porte di Gerusalemme.
Qui vediamo Clorinda che è rimasta fuori dalle mura della Città Sacra e si vede accerchiata dall’esercito cristiano. Allora, nel mezzo di tale confusione, Clorinda decide di mischiarsi tra la folla cristiana per sfuggirvi, cercando di trarre a suo vantaggio la confusione che vi era. Ma da lontano, la fuga di Clorinda non sfugge agli occhi di Tancredi, nella quale vede in lei il guerriero che aveva ucciso il suo amico Argante. Così la seguì, fino a quando non si trovarono faccia a faccia. Sceso da cavallo (dato che Clorinda era a piedi), Tancredi sfida il guerriero in un duello all’ultimo sangue, dal quale la donna non si tira indietro.
Il duello va avanti per tutta la notte e sembra equivalersi sempre di più. Nessuno dei due vuole dare segni di stanchezza o di cedimento e quando si sentono più stanchi è allora che sferrano i colpi più decisivi; nessuno dei loro colpi va a vuoto, ma anzi, l’indignazione per il colpo ricevuto incita entrambi a sferrare colpi sempre più forti. Il duello si interrompe per un breve momento, quando Tancredi, vedendo i primi raggi del sole, chiede al suo rivale quale fosse il suo nome; ma Clorinda gli nega questa conoscenza e cosi, più ferito nell’orgoglio, Tancredi si accanisce con maggiore violenza sulla donna, fino a quando non le sferra il colpo mortale.

Clorinda si accascia al suolo, ma prima di morire, chiede al suo uccisore di poterla battezzare secondo il rito cristiano, dato che questo era il suo ultimo desiderio. Così, Tancredi riempì il suo elmo con dell’acqua trovata da un fiume lì vicino. Ma alla gioia della vittoria ben presto si sostituì la consapevolezza di aver fatto qualcosa di inconcepibile; mentre toglieva l’elmo al guerriero, riconobbe nel suo volto il viso della sua amata. La disperazione ben presto prese il sopravvento nell’animo di Tancredi, ma cercò di farsi forza per realizzare l’ultimo desidero di Clorinda. Così, dopo averle concesso il battesimo secondo il rito cristiano, Clorinda lo guardò con un volto rasserenato, e poi, tenendo la mano fredda al cielo, spirò.
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