hirmien di hirmien
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Barocco

In Italia c'era il predominio degli spagnoli che però davano una certa stabilità all'economia e alla politica, tanto che questo breve periodo di stabilità viene detto "Estate di San Martino". Tre fattori fecero presagire il crollo del predominio spagnolo e cioè:

1) la rifeudalizzazione, perché le grandi e nobili famiglie patrizie investono i capitali nell'acquisto di terre.
2) la forte censura ecclesiastica dell'età della contro riforma attuate attraverso il Sant'Uffizzio.
3) l'eco della decandenza Spagnola.

Nel 1600 con la rivoluzione del pensiero scientifico e filosofico alcune menti iniziano a sostenere che non esistono più due mondi, uno spirituale perfetto ed uno materiale e quindi corruttibile, dei quali l'uomo era collegamento, ma esiste un solo unico mondo fatto di materia in continuo mutamento, un mondo che può essere indagato grazie all'osservazione quantificabile.
La filosofia di Aristotele, che vedeva la terra al centro del mondo è ora soppiantata dalla teoria eliocentrica di Copernico.

Infatti la filosofia di Aristotele è troppo inadeguata perché ci sono molti significati religiosi e morali, perché le cose si dividono in spirituali, cioè attratte dal cielo e che rappresentano il bene e cose invece terrene quindi attratte dalla terra, che rappresenta il male.
Per Giordano Bruno, Dio e l'universo coincidono, perciò l'uomo ha in sè qualcosa di Divino, è parte di Dio e questo per la controriforma rappresenterà un'eresia che lo porterà al rogo.
Per Bruno l'onnipotenza di Dio si esprime in un'infinità di mondi in perenne mutamento e Dio non è più trascendente ma è parte integrante di essi.
Galileo Galilei scopre il cannocchiale e sviluppa la teoria eliocentrica di Copernico. Galileo dice che non ci sono due verità e non bisogna legare la fede con interpretazioni errate del mondo fisico come era accaduto credendo che la Terra fosse al centro dell'universo.
Secondo Galileo lo scienziato deve descrivere il funzionamento della macchina dell'universo con il linguaggio matematico che è accessibile a tutti, perciò alla chiesa è tolto il potere di decidere su tutto; lo scienziato non deve sapere perché il mondo funziona in un certo modo e qual'è il suo fine, perché questo è il compito della religione.
La prosa scientifica di Galileo mostra la chiarezza dei termini, evita la terminologia colta, c'è in questa prosa, la tendenza alla nominalizzazione cioè nomi al posto di verbi, si trovano spesso asindeti (sfera celeste immobile) dove il nome è accompagnato da due attributi, oppure un nome legato con asintoto ad un avverbio di modo (palla perfettamente rotonda).
La Chiesa rinuncia a spiegare il perché delle cose e si limita a descrivere come funzionano, in questo la religione non può e non deve entrare.
Cartesio è contro il principio di autorità e cioè "ipse dixit" secondo il quale ciò che veniva detto da un personaggio autorevole, non aveva bisogno di prove.
Cartesio procede attraverso il "dubbio metodico" secondo il quale lo scienziato come metodo deve avere il dubbio.
Cartesio dice anche che Dio garantisce la corrispondenza tra pensiero e realtà, l'uomo autonomamente costituisce le proprie interpretazioni.

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