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Barocco - L'età delle stranezze

Il Seicento fu il secolo del Barocco. Il fatto storicamente più rilevante fu il declino spagnolo e la conseguente affermazione di Stati come la Francia, l’Inghilterra e l’Olanda.
La fine del dominio spagnolo comportò anche la caduta degli Stati italiani. C’era una profonda spaccatura tra l’Europa meridionale e quella centro-settentrionale. Uno degli elementi che favorì certamente questa spaccatura fu la diffusione del protestantesimo, che aprì le porte alla riflessione sulla tutela degli individui. Nel 1633 Galileo aveva subito la condanna da parte del Santo Uffizio. La nuova scienza mostrò dei punti di contatto con il gusto barocco. Il Barocco e il pensiero galileiano erano l’espressione di un nuovo modo di pensare caratterizzato da una critica nei confronti del principio di autorità. Una conseguenza spirituale della rivoluzione galileiana fu la crisi dell’antropocentrismo, dovuta dal fatto che la scienza aveva chiarito che l’uomo era un animale qualunque che non aveva nessun particolare ruolo di privilegio nella natura. La letteratura barocca era molto innovativa rispetto al classicismo rinascimentale. Questo atteggiamento si era già notato alla fine del Cinquecento durante il Manierismo, quando il regolismo rinascimentale cominciò a essere messo in crisi. Durante il Barocco il regolismo si ruppe definitivamente. Il Seicento ricercava la contaminazione tra i generi. Per esempio nacquero i primi romanzi eroicomici. Nella letteratura barocca importante fu anche la rottura del pedagogismo. Le opere letterarie seicentesche non hanno più finalità pedagogiche e moralistiche, ma il fine dell’arte in generale era il diletto. I tabù nei confronti dei modelli classici vennero infranti e prevalse lo sperimentalismo.

Il Barocco conobbe una grande fioritura in Italia, la quale si trovava ad affrontare una situazione di crisi. La zona geografica del Veneto rimase una realtà piuttosto fiorente, soprattutto grazie a Venezia, importante centro culturale ed editoriale, e a Padova, sede di una prestigiosa università. Roma invece si ridimensionò e lo Stato della Chiesa era diventato uno stato di poca importanza. Nel Barocco le corti cercavano lustro maggiormente attraverso l’opera di pittori e architetti. I letterati venivano utilizzati per mansioni soprattutto politiche. Pochi letterati svolgevano la funzione di letterati cortigiani. Molti quindi, per garantirsi una rendita economica, si affidarono alla Chiesa. La Chiesa controriformistica era potente e agguerrita e utilizzò l’arte barocca per i propri fini: si pensi per esempio alle innumerevoli chiese barocche disseminate in tutto il territorio italiano. La cultura barocca era piegata agli interessi della Chiesa. Anche l’editoria venne portata sotto l’influenza della Chiesa controriformistica e subì delle consistenti limitazioni di libertà. I letterati quindi pubblicavano opere principalmente di argomento religioso. Questa situazione non creava certamente le premesse necessarie alla fioritura della cultura in tutte le sue potenzialità. Un’eccezione era però rappresentata dall’affermazione di nuove accademie di carattere letterario e di carattere scientifico. Il termine “barocco” deriva dal nome di una perla che aveva una struttura irregolare. Questo aspetto sottolinea la bizzarria e la stravaganza tipiche di questo periodo. Nel Barocco c’era un culto dell’irregolarità e della disarmonia. Il Barocco e la scienza avevano un aspetto importante in comune: come lo scienziato del Seicento indagava su ambiti sconosciuti, così anche l’artista barocco esplorava dimensioni nuove. È tipica della sensibilità barocca l’idea che ci siano delle zone oscure del reale che debbano essere indagate con strumenti nuovi. Il reale è molto più complesso di quanto si pensi e le conoscenze tradizionali non sono più in grado di indagare queste zone d’ombra. Il Barocco cerca di indagare su affinità nascoste, sempre più ardue e originali. Il Barocco, con questa indagine di zone segrete, ha delle affinità con la stagione simbolistico-decadente. Nel Barocco infatti c’è una concezione molto alta dell’autore. La metafora e l’analogia regnano sovrane nella letteratura barocca, ma l’autore seicentesco evita assolutamente le metafore tradizionali, già usate e poco originali a favore di una nuova freschezza estrema e irrazionale. Gli schemi dell’arte classicista nel Seicento non hanno più ragione di esistere. Vi è un eccesso della concettosità, cioè l’esasperazione del ragionamento che deve stupire, meravigliare ed essere imprevedibile e bizzarro. L’artista barocco è tanto bravo quanto più mostra questi caratteri di concettosità. Questa nuova creatività bizzarra non deve essere pensata solamente come fine a se stessa, malgrado le parole stesse degli autori seicenteschi. In realtà essa è sintomo di una realtà che sta cambiando. L’arte barocca aveva un rapporto conflittuale con il potere ecclesiastico, che riuscì a strumentalizzare l’arte barocca e a limitarla con la censura e con l’indice dei libri proibiti. Nel Barocco c’era un culto per l’irregolarità.
Il petrarchismo venne definitivamente superato nel Barocco. Alla base del petrarchismo c’era il principio del decoro formale e dell’equilibrio. Petrarca inseguiva una linea che tendeva ad annullare le asperità e le cose troppo concrete. Nel petrarchismo c’è quindi un forte antirealismo e una grande letterarietà. Tutto è finto e costruito su reminiscenze letterarie. In Petrarca il patrimonio culturale è rappresentato dal linguaggio. Nel Barocco il petrarchismo venne superato prendendo temi tradizionali e ampiamente utilizzati , ma presentandoli con soluzioni nuove, sorprendenti e bizzarre. Questo atto liberatorio dava vita a un’arte libera e nuova. L’ostacolo a questa autonomia era rappresentata dalla Chiesa. La finalità dilettevole permetteva di stravolgere i modelli precostituiti. Gianbattista Marino disse che “la vera regola è saper rompere le regole” e che l’autore barocco sa tener conto del suo interlocutore e dei suoi gusti letterari. In Petrarca il fine dell’arte era l’elevazione spirituale e la crescita interiore. Con Marino invece l’arte è una merce che deve essere venduta a un pubblico che intende divertirsi. Disse poi che “è del poeta il fin la maraviglia”: il poeta deve sorprendere e proporre soluzioni stravaganti e originali. Il concettismo e la metafora ardita sono molto legate tra loro perché la seconda per essere efficace ha bisogno di essere spiegata attraverso ragionamenti bizzarri. Marino fu un uomo capace e scaltro perché seppe tenere buoni rapporti con le persone influenti. Nel Barocco è importante la tematica amorosa. La gamma delle donne che acquistano diritto di cittadinanza nella letteratura barocca si amplia notevolmente e arriva a comprendere figure come la vecchia, la zoppa, la balbuziente e la cieca. La donna viene spesso colta in atteggiamenti banali. Con il Barocco il reale torna nella poesia dopo tanti secoli. Importante fu il modello petrarchesco perché rappresentava il limite da superare. Nel Barocco fu rilevante anche Tasso, il quale esaltava l’esteriorità a discapito dell’interiorità petrarchesca. Si parla di metaforismo della poesia di Marino, cioè le immagini si trasformano continuamente l’una nell’altra in un gioco di intrecci e di metafore. Si parla anche di anticonformismo edonistico per definire la politica di Marino. Nella letteratura barocca ci sono anche temi seri come il senso del tempo che passa, letto da un punto di vista laico e immanente.

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