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Barocco

Il termine Barocco intende dal punto di vista artistico il periodo che va dal 1610 al 1690, in particolare riferendosi alle manifestazioni artistiche del 1600, eccentriche ed irregolari (dal portoghese). Il concetto si rifà a qualcosa di complesso e irregolare, talvolta estroso ed eccentrico: se nel manierismo gli artisti cercano di attenersi al passato per non essere processati, riproducendo quello che già era stato fatto prima di loro e salvaguardandosi dall’essere sottoposti ad accuse inquisitorie e censure, in quest’epoca l’artista si concentra solo sull’aspetto esteriore, tralasciando messaggio e contenuto dell’opera. Il prodotto deve apparire bello, pieno di ornamenti, che però più che di meraviglia danno un’impressione diversa, di stravaganza. Non tutta la produzione artistica del periodo (per esempio la roma Barocca) presenta questo fattore di eccedenza, ma in generale, ciò che l’artista vuole è stupire, anche, e soprattutto, con l’eccesso. Questo non è che un altro espediente per affrontare tematiche di attualità ed evitare dunque la censura: concentrarsi sull’aspetto esteriore implica non toccare temi rischiosi. Ma è ora che abbiamo la rivoluzione scientifica, con Galilei dopo e prima con Copernico, quindi mentre alcuni artisti provano ad allontanarsi dalla realtà, gli scienziati provano a emancipare la scienza dalla religione: non c’è solo clima retrogrado, ma convive una complessità fatta di volontà di rinnovamento e la paura del cambiamento.

La situazione in Italia

In Italia il Barocco è anche detto Marinismo, da Giambattista Marino, il più noto poeta italiano del periodo. Marino è rinomato per aver utilizzato continuamente la metafora nelle sue poesie, comparando un elemento astratto e uno concreto, cosa che porta il lettore a non afferrare completamente il messaggio della poesia, restando però affascinato dalle immagini continuamente proposte dall’autore. È in ciò che si nota il lavoro che fa il poeta: non cerca di rendere chiaro e palese il messaggio, poiché pochi lo comprenderanno, ma cerca di trasmettere la sua capacità poetica-artistica, mostrando la sua bravura propositiva.
A dimostrazione ulteriore di quanto gli autori si concentrassero sulla forma visiva delle opere vi è il fatto che nel periodo del manierismo si collocano autori che nello stampare le opere facevano in modo che le scritte fossero di colorazione diverse, proprio per enfatizzare l’estetica, colpendo e affascinando con la forma ma non con il contenuto. La stessa letteratura perde la sua funzione in Italia: mentre all'estero abbiamo innovazioni, in Italia si resta più arretrati, con tendenze condizionate dal terrore del cambiamento.

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