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Paolo Sarpi
Nasce a Venezia nel 1552, è stato teologo del duca di Mantova e collaboratore a Milano dell'arcivescovo Carlo Borromeo, si è laureato in teologia a Padova dove ha conosciuto e frequentato Galileo Galilei. Nel 1585 diviene procuratore generale dell'ordine monacale dei Servi di Maria, attività che lo porta spesso a Roma. nel 1588 è di nuovo a Venezia dove rimane fino alla morte nel 1623.
Momento chiave della sua vita è la partecipazione al conflitto tra il Papa Paolo V e il governo veneziano, di cui Sarpi era consigliere.
Tra le opere nate in quegli anni abbiamo: Trattato dell'Interdetto di Paolo V nel quale si dimostra che non è legittimamente pubblicato (1606), Trattato delle immunità della Chiesa (1622), Istoria particulare delle cose passate tra il sommo pontefice Paolo V e la repubblica di Venezia, più noto come Istoria dell'Interdetto (1624, postumo).
Tra le opere giuridiche e storiche ci sono: Trattato delle materie beneficiarie e il famosissimo Istoria del Concilio tridentino, in cui l'autore ripercorre la storia della Chiesa recente, in modo critico.

Pensiero
Dato per certo che il concilio è stato un momento di vana illusione per risolvere il conflitto con gli eretici, Sarpi cerca di dimostrare tale assunto attraverso i documenti; lo studio lo porta a constatare come il preludio del concilio non sia altro che una preparazione a sviluppi personali estranei al mondo religioso. Alla ricerca delle cause delle incomprensioni, Sarpi affianca la teoria che la causa ultima dei distacchi sia l'incapacità della chiesa di rinunciare ai privilegi e ai vizi mondani e terreni. L'opera Istoria del concilio tridentino, per i suddetti motivi, si presenta come uno dei contributi più importanti alla storiografia dell'epoca e a quella futura. Ponendosi sulla scia di Machiavelli e Guicciardini, Sarpi ha in mente un modello di Stato laico e uno di Chiesa spirituale, non una commistione tra i due.

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