Gian Battista Marino

Massimo esponente della letteratura barocca italiana, Gian Battista Marino si dedicò alla poesia lirica. Scrisse "La Galleria", raccolta di madrigali in cui immaginava vi fossero dei quadri. il suo fare poesia conferma il fatto che questi intellettuali cercavano la novità.
La sua opera più importante è l'Adone, un poema lirico scritto in versi, 5033 ottave e 40000 versi, con una trama molto povera che racconta una storia mitologica. Si tratta della storia d'amore tra Venere e il bellissimo Adone. Venere, innamorandosi di Adone, suscita la gelosia del marito Marte, che istiga un cinghiale ad uccidere Adone. Marino inserisce una digressione che tende a dilatare la storia. La parte centrale infatta è la descrizione del giardino dei sensi, dove Venere farà scoprire ad Adone i cinque sensi, più l'esperienza amorosa. Marino inserisce una esperienza che diventerà una corrente filosofica.
L'Adone fu inserito nell'indice dei libri proibiti perché in esso erano trattati i temi dell'eros. Il poema è senza guerra, viene descritto come un poema di pace e di disimpegno perché manca in esso la figura dell'eroe che si distingue in battaglia. Vi è in esso la volontà di stupire, ma anche, da un punto di vista letterario, un attacco al poema cavalleresco.

La ricerca di novità fece sì che si determinasse un andamento tematico. Nella letteratura trovano infatti spazio temi che non erano mai stati trattati: tra questi, tutti i tipi di donne, gli oggetti quotidiani, ecc.

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