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Marino, Giambattista - "Onde dorate"

Giambattista Marino fu il poeta-guida del primo Seicento e fu il caposcuola del movimento chiamato marinismo.
Fra i suoi principali poemi ricordiamo l’Adone, poema in venti canti che celebra l’amore tra Venere e Adone; e la Lira, una raccolta di poemi d’amore.

Onde dorate” è un sonetto tratto dalla Lira, nel quale il poeta descrive una donna che si pettina i capelli biondi e dorati. Viene quindi celebrata una parte del corpo femminile. Nel sonetto, il cui tema dominante è quello dell’amore visto come tormento e come morte, il poeta dice che il suo cuore si infrange contro uno scoglio duro come il diamante.

Il procedimento messo in atto da Marino è un procedimento raffinato, prezioso, complesso, basato sul contrasto e insieme sul suo superamento, attraverso procedimenti atti a portare in evidenza la complementarietà segreta che lega reciprocamente i termini delle coppie proposte.

Lo smarrimento da cui è colto il poeta di fronte al movimento che sconvolge e trasforma ulteriormente l’immagine dei capelli della donna, scossi da un movimento accelerato del pettine,comunica la sua “agitazione”.

SONETTO: componimento poetico formato da 14 versi: due quartine e due terzine. Si ritiene che l’inventore del sonetto sia Iacopo da Lentini.

AMORE / TORMENTO → AMORE / MORTE

Onde dorate

Una navicella d’avorio (pettine) un giorno solcava le onde dorate, e le onde erano i capelli;
una mano d’avorio reggeva il pettine
facendolo errare qua e là;

e mentre con una riga sottilissima divideva quei flutti (dei capelli) ondulati e belli,
Amore raccoglieva i capelli spezzati
per formare catene con cui imprigionare i capelli che si ribellavano.

Il mio cuore agitato andava incontro alla morte
attraverso il mare, che aprendosi rivelava
il suo tempestoso tesoro d’oro.

Poiché nelle mie sofferenze d’amore
Lo scoglio contro cui si infranse il mio cuore fu duro e prezioso come il diamante.

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