zerbino di zerbino
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Adone

L’Adone è un poema epico-mitologico, in cui sono descritte le vicende amorose di Adone e Venere con l’intervento della Dea Proserpina (episodio conosciuto nelle Metamorfosi di Ovidio). Il mito è così diluito e approfondito che, ne risulta un poema di 40000 versi decretandolo così come il poema più lungo della letteratura italiana. Fu un successo straordinario, anche se, non fu manchevole di critiche, spesso fortemente accusatorie:

  • 1) Per alcuni, Marino non esibiva spunti originali, poiché, nel corso del testo emergevano numerosi richiami ad autori del passato → accusa di plagio. Si difende per la convinzione che il passato è una grande biblioteca e l’artista deve saper cogliere con il “rampino”ciò di cui ha bisogno. L’artista deve essere capace di attingervi in modo sapiente e cogliere gli elementi congrui alla sensibilità della sua epoca.

    2) Fu accusato di aver privilegiato la caducità della parola alla pienezza dei contenuti → eccesiva attenzione per i particolari. La critica moderna, invece, negli ultimi decenni ha offerto una visione opposta considerando l’Adone, una sintesi equilibrata di forma e contenuti.

Contenuti

a) La concezione dell’amore sensuale: Marino riprende la concezione amorosa di Tasso del “giardino di Armida” con una descrizione puntuale e raffinata in cui l’Adone è la celebrazione della sensualità.

b) Elementi paesaggistici: Approfondimento della natura, assolutamente particolareggiata, rievoca il locus amoenus di virgiliana e petrarchesca memoria. Cura l’aspetto cromatico, per rilevare l’esplosione vitale della natura.
c) Approccio laico: manca l’elemento religioso
d) Aspetto politico: sebbene l’Adone sia una vicenda mitologica, in realtà ci sono continui richiami alla pace e alla guerra. Venere rappresenta cui l’intellettuale aspira.

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