Il Barocco secondo ‘500 e primo ‘600

Appunto di italiano la poesia tra la fine del Cinquecento e inizio Seicento e il suo periodo storico il Barocco.

Il periodo compreso tra la seconda metà del Cinquecento e la metà del Seicento viene definito, con riferimento alla situazione politico-religiosa creatasi dopo il Concilio di Trento, età della Controriforma oppure, sottolineando il nuovo gusto estetico che si viene ad affermare, dopo il Rinascimento, nel campo artistico e letterario, età del Barocco. Di recente si parla sempre più spesso, in relazione alla seconda metà del Cinquecento e per meglio evidenziare il graduale passaggio dal Rinascimento al Barocco, di età del Manierismo.
Elemento che accomuna cultura italiana e cultura europea tra fine Cinquecento e Seicento è la diffusione del Barocco. Il termine “barocco” deriva dal linguaggio critico delle arti figurative e designa uno stile artistico caratterizzato dal trionfo dell’invenzione sull’imitazione, dell’enfasi sulla compostezza, della curva sulla linea retta. L’arte barocca si sviluppa a partire dal Manierismo, che secondo il Vasari, indica l’imitazione della “maniera” di Raffaello e di Michelangelo, i cui caratteri di equilibrio e armonia vengono esasperati. Applicato alla letteratura il Manierismo indica il declino del Rinascimento e la trasformazione del gusto dell’imitazione classica, che da pratica solenne diviene stanca ripetizione. In sostanza il Manierismo prepara la stagione barocca, che si configura in opposizione al classicismo aristotelico a favore di istanze irrazionalistiche, spiccatamente bizzarre ed eccezionalmente sorprendenti. In Italia, la poesia barocca ha il suo rappresentante maggiore in Giambattista Marino, la cui poetica della “meraviglia” mira a sottolineare la spettacolarità del testo e il suo effetto sul lettore mediante una sovrabbondanza di ornamenti. La poesia si arricchisce di temi sensuali e di immagini, espressi efficacemente attraverso particolari strumenti retorici: in primo luogo la metafora barocca, l’ossimoro e l’iperbole. Il poeta cerca di scoprire analogie nuove fra cose lontane, costruendo “concetti” e “arguzie”.

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