Mito 2715 punti

Umanesimo
Divinitas e humanitas
Il termine Humanista, omologato su artista, canonista, entra in uso in epoca avanzata del Rinascimento, dopo la prima metà del XV secolo, per indicare il cultore degli studia humanitatis. All'origine Umanesimo raccoglieva la distinzione classica tra humanitas e divinitas maturata a partire da Petrarca.
Humanitas indicava la restaurazione dell'homo naturale, come agisce nella storia; divinitas definiva l'esperienza dell'uomo-creatura, rigenerato nel battesimo cristiano. Gli studia divinitatis, nel Medioevo, ambivano all'unità spirituale della cultura a 360 gradi; con il XIV secolo emerge una coscienza nuova storica e politica che rivendica l'autonomia dello stato, nel quale l'individuo riconosce la proiezione di sé stesso.

Il preumanesimo
La distinzione tra humanitas e divinitas rivelava processi di sviluppo socio-economico e politico; la formazione di un'economia borghese e urbana e la crisi delle istituzioni centrali della chiesa contribuiscono a tale rivelazione.

Sintomi di questa situazione si colgono nella scuola padovana con Albertino Mussato, che può a buon diritto essere considerato un preumanista.
Più programmaticamente nel 1324 Marsilio da Padova scrive il Defensor pacis,argomentando la superiorità dello stato sulla chiesa e del civis sul fidelis.

Gli studia humanitatis
Nella filologia, le generazioni sono segnate dall'esperienza di Bracciolini e l'attività di Valla, che sembra smentire una distinzione dell'umanesimo in due correnti: filologica e storiografica.
La critica del testo diventa critica storica con la pubblicazione dell'opuscolo De falso credita et ementita Costantini donatione e anticipa il capolavoro di Flavio Biondo Historiaruma inclinatione romanorum decades. Nell'opera Biondo, egregiamente, giunge a risultati assolutamente nuovi, come si nota in Italia illustrata e Roma trimphans. in questa fase la filologia fa da calamita alle altre discipline e le ingloba in sé.
Istituzionalmente la trasformazione da umanista cittadino a umanista cortigiano investe tutta la storia della cultura rinascimentale: il cenacolo di Antonio Beccadelli detto il Panormita a Napoli diventerà Accademia Pontiana; a Roma Pomponio Leto aprirà l' Accademia Romana, sciolta otto anni dopo da Papa Paolo II. A Firenze l'Accademia Platonica di Marsilio Ficino sembra interpretare al meglio la pax medicea e gli orientamenti della illustre casata.

Le humanae litterae
L'umanesino prende il via sul finire del Trecento e prosegue per tutto il Quattrocento; si caratterizza per un intenso amore per il mondo antico, soprattutto latino. Il termine deriva da humanae litterae, cioè dal complesso di studi letterari che, per gli antichi, fornivano una formazione eccelsa all'uomo.
Gli umanisti individuano nei classici un modello di civiltà e di vita; l'uomo è posto al centro dell'universo, padrone del proprio destino. I valori religiosi tradizionali non sono rinnegati ma si è spinti a non considerare la vita ultraterrena dell'anima post mortem.
Gli intellettuali ricercano i testi perduti dei maestri antichi, modelli di vita morale e spirituale, e si impegnano nell'emendatio.
Lo studio di tali opere, ritornate alla luce, crea un fecondo dialogo tra passato e presente.

Registrati via email