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Età Umanistico-Rinascimentale

Nel 400 si arrestò la crisi che travagliava l’Europa, rinasce la fiducia nelle capacità creative dell’uomo, tutto questo determinò un nuovo interesse per tutto quello che concerne l’umanità, ecco perchè gli scrittori di questo periodo vengono detti Umanisti, mentre è detto Rinascimento il periodo della rifioritura della cultura italiana. Inoltre abbiamo una differenza nell’uomo:
• Uomo antico= il suo valore maggiore è la vita terrena, mentre la morte era considerata come qualcosa di oscuro e male, il sentimento morale era attaccato al concetto “uomo è artefice del proprio destino”
• Uomo medioevale= cambia radicalmente la concezione della vita grazie al cristianesimo, l’uomo ora pensa che la vita terrena non è altro che una fase preparatoria per la vera vita che incomincia dopo la morte del corpo.
• Uomo Comunale= riscopre i valori e le bellezze che la vita terrena può offrire

• Uomo Rinascimentale= riscopre la fiducia nelle attività umane, interpreta a proprio piacimento opere cristiane e pagane riguardanti i testi sacri.
Quindi l’uomo ritornò ad essere artefice del proprio destino:
1) la cultura Medioevale era basata sullo studio delle DIVINAE LITTERAE
2) la cultura Umanistica era invece basata sulle HUMANAE LITTERAE
Nel medioevo e nell’età umanistico-rinascimentale si studiavano sostanzialmente le stesse opere, nel medioevo però era lecito studiare solo l’interpretazione della chiesa su una determinata opera ( chi non lo faceva, si allontanava da quelle che erano le regole del tempo ed era condannato al rogo dal tribunale dell’inquisizione). Le opere veniva modificate, cancellate ( oggi diremmo censurate) dagli emanuensi che chiusi nei loro monasteri ricopiavano i testi classici omettendo appunto gli elementi pagani e sostituendoli con quelli cristiani.
Il grande sogno dell’Umanesimo è quello di creare “il regno dell’uomo” per poterlo creare bisogna educare l’uomo, in modo che sia capace di scegliere e distinguere il bene dal male, proprio come disse Mirandola uno dei massimi esponenti dell’età umanistico-rinascimentale.
Un ruolo importante è occupato dall’intellettuale, i quali indirizzano i loro studi anche verso la medicina e la politica, molti vennero ospitati dai nobili nelle loro corti; si venne a creare il fenomeno del mecenatismo ( il più grande mecenate che la storia ricordi fu Lorenzo il Magnifico a Firenze che fu considerata la meta o il centro culturale più importante tanto da essere definita la nuova Atene). Il signore che accoglieva questi intelletuali si assicurava così un certo prestigio, poichè questi pittori e artisti raccontavano e lodavano attraverso le loro opere le gesta che la famiglia del loro committente aveva svolto.
Tuttavia questo periodo di grande sviluppo culturale rimase inaccessibile per la maggior parte della popolazione, che rimase analfabeta. Possiamo dire, quindi che questa era una civiltà di tipo aristocratico.

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