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Luigi pulci - posizione religiosa

A Lorenzo il neoplatonismo serviva per giustificare la sua presenza a Firenze, la sua posizione. Pulci non voleva sapere niente del neoplatonismo, lui che aveva una personalità ribelle accettare il neoplatonismo era contro i suoi ideali, tuttavia nel periodo di ospitalità dei Medici ha voluto andare in contro alla richiesta della madre di Lorenzo che gli chiese di scrivere qualcosa sulla materia carolingia; gli chiede questo perché Firenze si era trasformata in una corte, era giunta la volontà di creare una letteratura autoreferenziale, cioè che si riferisce alla propria corte con la rappresentazione dei valori della fedeltà. Il poeta con il suo carattere estroso e la sua travolgente vena comica, divenne un punto di riferimento importante per la famiglia Medici e soprattutto per il giovane Lorenzo. Quindi Luigi Pulci è anche lui un poeta di corte cioè che gode fella protezione di Piero de Medici; la sua poesia nasce dal desiderio di andare in contro ai piaceri del signore producendo qualcosa di molto diverso da quello che aveva fatto Poliziano. Quindi animato dal gusto per la provocazione e per la beffarda derisione dei valori costituiti, Pulci sul piano letterario si riallacciava a quella tradizione toscana comico- realistica della quale condivise la predilezione per la parodia dei generi codificati. Una suggestiva testimonianza dello spirito beffardo dello scrittore è offerta dalle numerose Lettere. Ispirato dalle imprese di Lorenzo scrive il poemetto in ottave la Giostra scritto per esaltare la vittoria riportata da Lorenzo. Nel suo capolavoro, il Morgante, il mondo cavalleresco è sottoposto alla deformazione comica e al rovesciamento carnevalesco.

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