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La struttura è ancora quella della sacra rappresentazione, ma l'argomento è un argomento profano. è il primo esempio di testo teatrale in lingua volgare. La vicenda viene raccontata in modo tale che l'argomento drammatico non appaia al lettore in modo così drammatico. Viene narrato il mito di Orfeo, che si reca nell'Ade perché è disperato a causa della morte di sua moglie, Euridice. Egli infatti rivuole indietro sua moglie. Il suo canto riesce ad intenerire Plutone e Proserpina, che gli concedono di riavere indietro la moglie. Questi però gli proibiscono di voltarsi indietro a guardare la moglie durante tutto il tragitto che li porterà dall'Ade al mondo terreno. Orfeo, però, si volta indietro perdendo per sempre in questo modo l'amata Euridice.
Infine viene narrata la morte del poeta che avviene per mano delle Baccanti, che sono le sacerdotesse di Dioniso. Viene raccontato anche un particolare macabro riguardate la testa del poeta: questa viene gettata nell'Ebro, dove, galleggiando, continua a invocare l'amata Euridice.

è importante il ruolo che viene attribuito alla poesia e all'arte. Alla fine Orfeo viene sconfitto , viene straziato dalle Baccanti. Ritorna ancora questo velo malinconico, triste della poesia di Poliziano. Questo mondo, che viene rappresentato da Poliziano, è un sogno di evasione. Questo sogno viene minacciato dalla realtà

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