coltina di coltina
Genius 11957 punti

Apparizione di Simonetta

Candida è ella, e candida la vesta, (diafora)
ma pur di rose e fior' dipinta e d'erba;
lo inanellato crin dall'aurea testa (enjambement)
scende in la fronte umilmente superba. (ossimoro = umilmente superba)
Rideli a torno tutta la foresta, (personificazione della foresta)
e quanto può sue cure disacerba:
nell'atto regalmente è mansueta, (ossimoro = Regalmente mansueta)
e pur col ciglio le tempeste acqueta. (iperbole)

Folgoron gli occhi d'un dolce serenno,
ove sue face tien Cupido ascose,
(metafora)
l'aer d'intorno si fa tutto ameno
ovunque gira le luci amorose.
(metonimia)
Di celeste letizia il volto ha pieno,

dolce dipinto di ligustri e rose; (metafora = volto - quadro)
ogni aura tace al suo parlar divino, (ossimoro tace - parlar)
e canta ogni augellerro in suo latino.

Con lei sen va Onestate umile e piana PERSONIFICAZIONE DI UMILTA'
che d'ogni chiuso cor volge la chiave;
con le va Gentilezza in vista umana,
PERSONIFICAZIONE DI GENTILEZZA
e da lei impara il dolce andar soave.
Non può mirarli il viso alma villana,
se pria di suo fallir doglia non have;

tanti cori Amor piglia fere o ancide, PARAGONE (TANTI...QUANTI)
quanto ella o dolce parla o dolce ride. DIAFORA DI DOLCE

Sembra Talia se in man prende la cetra, SIMILITUDINE
sembra Minerva se in mano prende l'asta; SIMILITUDINE
se l'arco ha in mano, al fianco la faretra,
giurar potrai che sia Diana casta. SIMILITUDINE
Ira dal volto suo trista s'arretra, ALLITTERAZIONE IN s
e poco, avanti a lei, Superbia basta; PERSONIFICAZIONE DELLA SUPERBIA
ogni dolce virtù l'è in compagnia.
Biltà la mostra a dito e Leggiadria.
PERSONIFICAZIONE DI BELLEZZA E LEGGIADRIA

Ell'era assisa sovra la verdura,
allegra; e ghirlandetta avea contesta ENJAMBEMENT
di quanti fior creasse mai natura,
de' quai tutta dipinta era sua vesta.
E come prima al gioven puose cura,

alquanti paurosa alzò la testa;
poi colla bianca man ripreso il lembo,
levossi in piè con di fior pieno un grembo.

Già s'inviava, per quindi partire,
la ninfa sovra l'erba, lenta lenta,
DIAFORA DI LENTA
lasciando il giovinetto in gran martire,
che di fuori di lei null'altro ormai talenta;

per che, tutto tremando e tutto ardendo, ALLITTERAZIONE IN t
così umilmente uncominciò dicendo:

- O qual che tu ti sia, vergin sovrana, APOSTROFE ALLA DONNA
o ninfa o dea, ma dea m'assembri certo.

Registrati via email