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Marsilio Ficino

Nasce a Figline Valdarno nel 1433 e muore a Careggi nel 1499; esponente della filosofia platonica, gode del favore di Cosimo de' Medici, nonno di Lorenzo. fu grande amico di Lorenzo de' Medici, Angelo Poliziano e Pico della Mirandola. Vestì l'abito sacerdotale, testimonianza concreta della sua volontà di sintesi tra filosofia e religione.
cercòdi armonizzare ragione e fede in una forma di religiosità priva di ipocrisie; importantissimo è, per lui, anche il tema dell'amore, da cui sprigiona l'azione creatrice di Dio, che per primo ha amato l'uomo.
la sua opera principale è Theologia platonica del 1482.

L'uomo è simile a Dio
Gli altri animali vivono senza conoscere arti, o ne conoscono una sola per specie, al cui esercizio non si dànno per iniziativa propria, ma sono tratti dal loro inevitabile destino. ne è indizio il fatto che nella loro attività costruttiva non si perfezionano con il passar del tempo. All'opposto, gli uomini sono inventori di innumerevoli arti, che praticano a loro arbitrio. Ciò è dimostrato dal fatto che ciascuno di loro esercita molte arti, le muta, e diviene più attivo con la continua pratica.[..]

L'uomo, insomma, imita tutte le opere della natura divina, e perfeziona, corregge, ed emenda le opere della natura inferiore. Quindi l'essenza dell'uomo è fondamentalmente simile alla natura divina, dal momento che l'uomo di per se stesso, cioè con il suo senno e la sua abilità, governa se stesso, per nulla circoscritto entro i limiti della natura corporea, ed emula le singole opere della natura superiore. [...]
Né dei bruti si serve soltanto: comanda a loro. In realtà può avvenire che con le armi ricevute dalla natura talune specie di animali a volte si lancino contro l'uomo o sfuggano al suo stesso attacco: l'uomo invece con le armi che si è procurato da solo evita gli assalti delle belve, e le volge in fuga, e le doma. [...]
L'uomo dunque, che provvede universalmente sia agli esseri viventi sia alle cose inanimate, è in certo senso un dio.

Qui Ficino presenta l'uomo non come servo ma come padrone, rivale della natura stessa. L'uomo corregge le opere della natura inferiore e imita, allo stesso tempo, quelle della natura divina, fungendo da intermediario tra le due sfere.
Rispetto a Pico l'uomo tende verso, qui, verso l'alto, tanot da chiudere considerando l'uomo quasi come un dio.

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