blakman di blakman
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Orlando Innamorato - Proemio

Signori e cavallier che ve adunati
Per odir cose dilettose e nove,
Stati attenti e quďeti, ed ascoltati
La bella istoria che 'l mio canto muove;
E vedereti i gesti smisurati,
L'alta fatica e le mirabil prove
Che fece il franco Orlando per amore
Nel tempo del re Carlo imperatore.

Non vi par già, signor, meraviglioso
Odir cantar de Orlando inamorato,
Ché qualunche nel mondo è più orgoglioso,
È da Amor vinto, al tutto subiugato;
Né forte braccio, né ardire animoso,
Né scudo o maglia, né brando affilato,
Né altra possanza può mai far diffesa,
Che al fin non sia da Amor battuta e presa.

Commento:

Fin dall'apertura del poema l'autore, rivolgendosi ai signori Estensi, suo pubblico d'elezione, introduce l'elemento scatenante della sua narrazione: l'amore. Il prode paladino di Francia, di cui ben note sono le virtu,cade nel laccio dell'amore a prima vista e diventa un uomo come tanti; perde quell'aureola di sacralita, cede anch'egli alla passione e diventa sicuramente più vero, più simile a noi. La narrazione si apre nel bel mezzo di un grandioso bancheto organizzato da Re Carlo in occasione di una giostra alla quale partecipano i migliori campioni cristiani e saraceni. L'improviso sopraggiungere di Angelica sconvolgera tutti i piani.

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