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Lorenzo Valla

Lorenzo Valla nasce a Roma nel 1405 e ivi muore nel 1457.
Da giovane compie studi umanistici e si reca a Firenze per completarli. Soggiorna a Pavia tra il 1431 e il 1433, dove diviene professore di eloquenza e conosce diversi intellettuali, tra i quali Antonio Beccadelli, detto il Panormita.
L'ambiente moderno e spregiudicato di Pavia lo sollecita nella stesura del De voluptate (1431), successivamente intitolato De vero falsoque bono, opera dialogica per esaltare la voluptas. Ciò nonostante non vi era alcun intento irreligioso, ma traspare solo il rifiuto per la falsa religiosità, un po' bigotta. Importante è la rivalutazione dell'epicureismo e dell'aspirazione alla gioia.
Nel 1435 si trasferisce a Napoli come segretario di Alfonso d'Aragona; nasceranno ora le opere più significative: l'opuscolo De falso credita et ementita Costantini donatione (1440), opera importantissima poiché denuncia la falsità della donazione di Costantino, dopo un'accurato studio filologico.
Pubblica, poi, i sei libri delle Elegantiarum linguae latinae (1447), tornato a Roma.
Compone nel 1449 le Adnotationes in Novum Testamentum, alla luce di un Cristianesimo più libero e meno bigotto; la sua opera, qui, consiste nel liberare le Sacre Scritture da interpolazioni successive.
Le sue opere vengono messe all'Indice con il Concilio Tridentino, sebbene all'inizio del 1500 fosse stato uno degli autori più ammirati.

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