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Lorenzo de Medici

Lorenzo De' Medici è la figura chiave sul piano politico e culturale italiano del 1400. Fu signore di Firenze dall'età di vent'anni fino alla sua morte (1449-1492).
Egli, nonostante la congiura ordita dalla famiglia dei Pazzi, ove cadde suo fratello Giuliano, riuscì a mantenere un periodo di stabilità e pace.
Guicciardini e Machiavelli, storici tra i più attendibili del 1500 sostengono infatti che la personalità di Lorenzo abbia avuto enorme importanza per la stabilità italiana, con la sua morta definita <<Incomodissima al resto d'italia>> dallo stesso Guicciardini, si chiude il periodo di stabilità.
L'educazione di Lorenzo fu curata dalla madre Lucrezia Tornabuoni, e dagli intellettuali più illustri del periodo, tra cui Marsilio Ficino, e grazie alla biblioteca costruita da Cosimo De' Medici, che verrà poi ampliata dallo stesso Lorenzo.

Le opere

Grazie all'amore per l'arte e per la cultura egli intraprese l'attività di mecenate, infatti egli volle attorno a sè gli artisti e gli intellettuali più in voga del periodo.
Dimostrazione del suo amore per la cultura è la raccolta aragonese, raccolta di liriche in toscano dal 1200 al tempo di Lorenzo, che egli ha invitato come prova della validità della poesia in volgare a Ferdinando D'aragona.
Di stampo platonico è le selve d'amore, riprese dal testo Platonico il Simposio, dove egli descrive il suo innalzamento dalle passioni carnali alla contemplazione della bellezza in sè. A questo filone tematico appartengono anche le rime, dove egli si rifà a Petrarca, e il commento ad alcuni sonetti d'amore, a cui si ispirerà alla Vita nuova Dantesca, Lorenzo però oltre a dare importanza ad una poesia colta, da importanza anche alla tradizione "borghese", grazie all'influenza di Luigi Pulci, suo fedele amico e intellettuale più ammirato della corte medicea fino all'avvento del platonismo, da qui i vari poemetti:
La caccia con il falcone,uccellagione di starne,i beoni,Nencia da Barberino, quest'ultimo è tra i più famosi, dai caratteri grotteschi, che riproduce le lodi del contadino Vellera per la pastorella di cui è innamorato, facendo riferimenti legati al mondo contadino.
Il corinto, affronta un genere tipico Virgliano, ove compare una campagna stilizzata secondo l'idillio classico, con annesse ninfe e pastori innamorati. Qui si avverte una vera e propria concezione edonistica propria del 1400, che si ritrova nelle canzoni a ballo, e nei canti carnascialeschi, di cui la più famosa è il trionfo di Bacco e Arianna, che dapprima ci offre un messaggio di stampo tipicamente edonistico (cogliere i piaceri della vita prima che svaniscano definitivamente), ma d'altra parte fa trasparire un senso d'amarezza disillusa. Con questi componimenti dal tono scherzoso creano contrasto i componimenti a tema religioso, i capitoli, parafrasi dei testi biblici, le laude, e lasacra rappresentazione dei santi Giovanni e Paolo.

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