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Leonardo Bruni

Noto come l'Aretino, Leonardo Bruni nasce nel 1374 e muore nel 1444; fu cancelliere della Repubblica di Firenze, nel solco della tradizione di Coluccio Salutati. Suo grande ammiratore, coltivò la passione per le "tre corone" fiorentine.
Il suo amore per la cultura lo fa avvicinare al mondo classico e, contemporaneamente, a quello volgare; la sua produzione, infatti, è sia in volgare che in latino. profondo conoscitore del greco, grazie all'insegnamento del maestro Manuele Crisolora, tradusse Platone e Aristotele in latino.
Per la sua città adottiva scrisse Historiarum florentini populi libri XII, secondo il canone storiografico latino; in volgare compose le Vite (1436) di Dante e Petrarca; dello stesso tema sono i Dialogi ad Petrum Paulum Histrum.
A lui si deve l'esaltazione degli studi delle lettere classiche, "studi di umanità perché formano l'uomo completo".

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