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Bruni, Leonardo - Primato della virtù civile

La sua argomentazione poggia sul principio essenziale che l’individuo possa realizzare completamente se stesso e la sua vocazione alla felicità nell’ambito delle istituzioni sociali e civile, cioè nello stato, o nella città, e nella società civile.
Perciò la disciplina che si occupa dei meccanismi per regolare tali istituzioni, quindi la politica, ha un valore fondamentale nella formazione dell’uomo e nella promozione delle sue virtù civili. Ogni individuo deve convivere armonicamente con gli altri uomini e impegnarsi per favorire il progresso e lo sviluppo della collettività alla quale appartiene. Si tratta questo di un concetto caro alla cultura classica e medievale e Bruni cita quindi i suoi punti di riferimento: Platone, Aristotele e Cicerone.
Traducendo la “Politica” di Aristotele dal greco, egli intende estendere questa conoscenza anche ai suoi contemporanei, perché il testo possa diventare uno impulso al responsabile impegno civile. Bruni però non intende far conoscere agli intellettuali tutte le opere di Aristotele, ma solo quelle dedicate in particolare alla vita attiva e ai campi della politica e dell’economia. È questo un tratto tipicamente umanistico, cioè l’interesse per la riflessione filosofica non astratta ma rivolta agli aspetti pratici della vita.
Bruni assegna quindi alla sua fatica di traduttore la funzione di offrire, a quanti occupano posizione politiche rilevanti, lo strumento utile per conseguire un’adeguata preparazione teorica che li aiuti nello svolgimento dei propri compiti.

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