blakman di blakman
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Pulci, Luigi - Commento all'episodio della conversione di Morgante

L'abate il crocion gli fece in fronte:
- Va', che da Dio e me sia benedetto. -
Orlando, poi che salito ebbe il monte,
si dirizzò, come l'abate detto
gli aveva, dove sta quel Passamonte;
il quale, Orlando veggendo soletto,
molto lo squadra di drieto e davante,
poi domandò se star volea per fante;
e prometteva di farlo godere.
Orlando disse: - Pazzo saracino,
io vengo a te, come è di Dio volere,
per darti morte, e non per ragazzino;
a' monaci suoi fatto hai dispiacere:
non può più comportarti, can meschino. -
Questo gigante armar si corse a furia,
quando sentì ch' e' gli diceva ingiuria.

Commento:
Ancora una volta ritroviamo protagonista di una santa impresa il valoroso conte Orlando; ma, forse, stenteremo un po a riconoscerlo. Orlando è sempre eroico e generoso, ma ci appare più sempliciotto e compagnone; il suo agire non desta commozione, anzi ci induce al sorriso. Il paladino del Sacro Romano Impero ha ceduto il posto ad un soldato solamente un po più valoroso degli altri.Orlando,l asciata la città di Parigi a causa di calunnie sul suo conto, si trova in Pagania, ovvero in Asia; qui egli vagabonda da un posto all'altro fino a quando non capita presso un monastero,L'abate lo informa che dei giganti,Passamonte,Alabastro e Morgante, minacciato la serenità dei religiosi,scagliando dalla montagna sassi ed alberi. L'eroe subito decide di affrontarli e sbaraglia sia Passamonte che Alabastro; invece riesce a convertire Morgante e a farne il suo scudiero. Già in questo primo episodio si avverte la vena umoristica dell'autore e il suo gusto per la parodia.

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