Italia mia, benché ‘l parlar sia indarno dal Canzoniere di Francesco Petrarca

Il motivo del componimento, la canzone politica più famosa della nostra letteratura, è l’inno alla pace celebrato da un Petrarca addolorato per le lotte intestine che affliggono l’Italia e che inducono i vari principi ad assoldare truppe mercenarie.
L’ideale della pace si realizza, in una dimensione terrena, nella concordia fra gli uomini e, in una dimensione spirituale, nel perfezionamento morale delle coscienze.
L’avvenimento storico che ispirò il Petrarca fu la battaglia, alla quale assistette personalmente, combattuta da Obizzo d’Este e dai suoi alleati contro Filippo Gonzaga e Luchino Visconti. La contesa ebbe luogo a Parma nell’inverno del 1344-45 e vide l’impegno di milizie mercenarie tedesche.
Il Petrarca si mostra preoccupato per le sorti dell’Italia e consapevole delle sventure provocate dalle discordie civili e dalle guerre intestine. Ma, più che un politico, egli si rivela essere un letterato umanista che nutre grande considerazione nei riguardi del popolo italico, reputato l’erede della romanità antica. Sui valori della latinità e della tradizione culturale classica, i valori dell’humanitas precorsi dal Petrarca, deve fondarsi la superiorità della civiltà italiana sulla barbarie germanica e si devono porre le premesse della pace.

Nella canzone sono esposti dei temi che, per l’importanza rivestita nell’esperienza personale del poeta, sono alla radice di tutta la poetica del Canzoniere: i temi della fugacità del tempo, della nostalgia della propria infanzia felice e delle memorie familiari, dell’aspirazione alla serenità degli studi.
Lo schema metrico della canzone vede succedersi sette stanze di sedici versi ciascuna, endecasillabi e settenari, disposti in rima AbC, per quanto concerne la fronte, cDEeDdfGfG, per quanto riguarda sia la sirma sia il congedo.
I tre fiumi citati nella prima strofa (Tevere, Arno e Po) indicano, per sineddoche (figura retorica consistente nel riportare una parte per il tutto), l’intera Italia.
L’inciso “qual io mi sia” vuol significare che la missione del poeta, per quanto poco egli valga, deve essere quella di dare voce alla volontà divina.

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